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MINNUCCI COLPISCE ANCORA: IL CERCHIOBOTTISMO IN MERITO AL MONOPOLIO SIAE

 

Come al solito il Partito Democratico si muove in ritardo ed in modo inefficace. Come avevo già denunciato a giugno, e successivamente confermato dal giornale La Stampa, la Commissione europea si appresterebbe ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il cattivo recepimento della direttiva 2014/26/UE (direttiva che mira alla liberalizzazione del mercato della gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi). Ecco allora manifestarsi tutto il cerchiobottismo del PD, che fa finta di voler porre rimedio a questa situazione, dando peraltro implicita conferma circa tutti i dubbi e perplessità avanzati da più parti. Così, dopo averci provato con un emendamento alla legge europea, poi dichiarato prevedibilmente inammissibile, il deputato del PD Minnucci torna alla carica e ci riprova.

Questa volta, il Minnucci ha annunciato la presentazione di un progetto di legge riguardante la modifica del decreto legislativo che ha recepito la direttiva cosiddetta Barnier (Direttiva 2014/26/UE). Il testo del progetto di legge non si conosce ancora, ma stando a quanto anticipato da La Repubblica, mirerebbe ad aprire finalmente il mercato scorporando l'attività di raccolta da quella di intermediazione dei diritti. Tutto bellissimo, se non fosse che tale progetto di legge arriva fuori tempo massimo e sembra molto improbabile che venga approvato prima della fine della legislatura. Certo è un bello spot elettorale che fa trasparire la buona intenzione di alcuni deputati PD, ma come si suol dire la strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Così il dubbio che si tratti solo di una attività comunicativa, priva di una seria volontà politica di modificare lo status quo, sorge spontaneo: perché, infatti, non si è proceduto ad un pronto esame della proposta di legge  del MoVimento 5 stelle, a prima firma Battelli, già a settembre 2016? E ancora: perché il ministro Franceschini continua a non rispondere alle mie domande sui rilievi mossi da Bruxelles?

La saga del monopolio SIAE si arricchisce quindi di un nuovo atto, che però né scalfirà il monopolio della SIAE né porterà sostanziali benefici ai cittadini: serve solo per abbindolare i più sprovveduti e, al contempo, lanciare un messaggio politico al ministro Franceschini e alla sua fronda che si mostra sempre più ostile nei confronti del segretario del PD.

 

Insomma Renzi e i deputati a lui vicini usano l’attività legislativa, che non dovrebbe piegarsi alle basse logiche di partito, per regolare i conti interni. Noi semplici cittadini, nel frattempo, continuiamo nella nostra seria attività di controllo e rimaniamo in attesa di risposte, che mai come  oggi, sembrano doverose… #FranceshiniRispondi

#SiamoDentro

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