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IL FUTURO DEI MEDIA IN EUROPA

 

 

Il mio intervento al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

  

La riforma della direttiva sugli audiovisivi che stiamo discutendo in questi mesi al Parlamento arriva ad un passaggio cruciale, infatti la settimana prossima la relazione verrà votata in Commissione CULT.

Abbiamo la possibilità di poter regolamentare il mare magnum che è venuto a crearsi nel settore con l’avvento delle nuove tecnologie.

La televisione infatti non è più la scatola che avevamo fino qualche tempo fa nei nostri salotti, la televisione adesso è molto altro.

Ci si para davanti uno scenario molto complesso, da analizzare con attenzione, poiché ogni scelta influirà sulla vita di tutti i cittadini europei e come MoVimento 5 Stelle abbiamo il compito di far sì che gli interessi di questi ultimi siamo prioritari rispetto a quelli dei colossi del settore.

Noi vogliamo che gli spettatori siano visti come cittadini, persone e non come consumatori da indottrinare dalla più tenera età.

Per raggiungere gli scopi suddetti ho presentato circa 160 emendamenti, cercando di regolamentare aspetti della direttiva che ritenevo importanti, come quello relativo alla pubblicità. Ho cercato innanzitutto di tutelare i minori, inserendo la distinzione tra bambini e adolescenti (bambini e adolescenti). In questo ho introdotto una disciplina a doppio binario eliminando completamente gli spot per primi (come fatto dal mio collega Fico per Rai YoYo) e limitarla per gli adolescenti (dai 13 anni), ho poi spinto affinché  venissero eliminate le pubblicità di medicinali, gioco d’azzardo e scommesse, forse le mie posizioni possono apparire un po’ stringenti ma ritengo sia necessario un cambiamento, siamo continuamente indottrinati a comprare qualsiasi cosa anche se non ne abbiamo la necessità e spesso questo è dannoso non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra salute.

 

Inoltre riprendendo il lavoro, inerente alla nomina dei membri dell’Agcom, del mio collega Fico, ho deciso di introdurre norme dettagliate con l’obiettivo precipuo di garantire l’effettiva indipendenza, giuridica e funzionale, e la più ampia trasparenza delle autorità nazionali di regolamentazione. In particolare: procedure imparziali e tendenti alla meritocrazia circa la selezione dei membri di tali autorità, un’adeguata pubblicità dei bilanci di queste, l’obbligo di rispettare e salvaguardare i diritti fondamentali e il pluralismo dei media nell’ambito delle loro attività e compiti.

 

Gli interessi in campo sono enormi e come potete immaginare i colossi del settore hanno schierato “legioni” di lobbisti affinché gli interessi, in particolare modo dei media tradizionali (TV in primis), siano tutelati da quelli che vengono definiti “attacchi” dei nuovi soggetti che si affacciano sul mercato.

 

Il fine ultimo sembra esser quello di voler cristallizzare la situazione attuale, legalizzando lo status quo, cercando finanche di equiparare piattaforme come youtube, dove gli utenti sono sia fruitori che creatori di contenuti, alle televisioni  e media tradizionali. Si continua a puntare sulla sfrenata promozione pubblicitaria senza alcun riguardo per minori o salute, gli interessi da tutelare sembrano ben altri (quelli economici dei big del settore). Appare chiaro come manchi del tutto una visione strategica e sul futuro e si preferisca continuare a stare nella propria caverna a guardare con timore le ombre riflesse sulla parete.

 

 

Ho discusso di questi argomenti al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

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