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Tajani ha risposto: il Bassorilievo è salvo

 

Oggi voglio parlarvi di una storia sconosciuta al grande pubblico: quella di due artisti, gli scultori Nerone Ceccarelli e Gianni Patuzzi, conosciuti come Gruppo NP2, che hanno decorato l’emiciclo del primo Parlamento Europeo in Lussemburgo. I due artisti hanno percorso insieme un periodo della loro vita artistica all’insegna di un’arte pubblica (per saperne di più: https://goo.gl/C2NohE). Nello storico emiciclo hanno lasciato un'opera astratta incisa su zinco, di alto valore artistico e storico, che nel 1972 risultava essere la più grande incisione al mondo con i suoi 150 mq. Quest’opera è oggi a rischio perché le autorità lussemburghesi hanno deciso di demolire l’edificio che la ospita senza palesare le intenzioni circa la sua destinazione. Ho quindi deciso di portare la questione all’attenzione del Presidente del Parlamento. Ieri ho ricevuto la risposta del Presidente con l’assicurazione che verranno prese tutte le misure necessarie per la sua conservazione e collocazione in un luogo appropriato. 

 

In un momento in cui l’Italia ha raggiunto il punto più basso della storia della tutela dei nostri beni culturali e paesaggio e in cui rischia di perdere metà del proprio patrimonio del Novecento a causa dell’approvazione della libera circolazione dei beni culturali che rende immediatamente esportabili all’estero i Fontana, Giò Ponti, Carrà, Sironi, sapere che un’opera d’arte importante per la nostra storia verrà tutelata è decisamente una buona notizia. Un esempio per l’Italia nella considerazione del “valore” di un’opera legato alla sua importanza culturale e di testimonianza artistica e storica, come nel caso del bassorilievo del Gruppo NP2, indipendentemente dal fattore venale. I beni culturali non sono merci, i governanti dovrebbero sempre tenerlo a mente.

La situazione dell’archivio di Caserta è ancora disastrosa

 

A fine marzo 2017 la notizia dell’inizio dei trasferimenti del prestigioso Archivio di Stato di Caserta nella nuova sede presso la Reggia di Caserta. Sembrava si fosse finalmente conclusa la storia infinita che lo aveva interessato: dal 1995 l’archivio attendeva di essere trasferito, aveva lasciato la sede privata per la quale veniva pagato un’affitto mensile di 18.000 euro. Nel 2014 alcuni locali della Reggia di Caserta del piano terra e del piano interrato furono assegnati e designati per ospitare l’Archivio, nel 2016 Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S , già firmataria di un’interrogazione parlamentare, effettuò un sopralluogo presso quei locali per constatarne le condizioni, assieme al Comitato civico Pro Archivio. Durante il sopralluogo emerse che erano previsti circa 2.6 Milioni di euro per effettuare i lavori di messa in sicurezza e adeguamento occorrenti per ospitare l’Archivio di Stato e che esisteva un crono-programma per la loro realizzazione. Oggi i dipendenti (https://goo.gl/aCYaqK) oltre a lamentare un’unica utenza telefonica a disposizione degli uffici, un unico pc con collegamento internet, segnalano il fatto gravissimo che molti cittadini che devono consultare l’Archivio di Stato sono ancora impossibilitati a farlo perché gran parte della documentazione si trova ancora nella vecchia sede. I lavori previsti verranno portati a termine entro il 2017 e si potrà scrivere finalmente la parola fine a questa annosa e triste vicenda?

Legge sui parchi e aree protette: ancora una volta una decisione in nome e per conto di pochi!

 

 

La sofferta revisione della legge 394/91 sui parchi e le aree protette è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Inutili e inascoltate tutte le richieste delle associazioni di tutela nell’approvazione di una modifica peggiorativa di una legge che, nonostante fosse tutt’altro che perfetta, è stata una pietra miliare nel campo della tutela ambientale e ha avuto il merito di allineare l’Italia agli altri Paesi europei. Cosa è stato approvato di così grave? Si prevedono consigli direttivi totalmente squilibrati a favore di interessi locali senza nessuna garanzia di veri benefici per le popolazioni che presidiano i territori. Nessuna competenza in materia di tutela ambientale viene richiesta per le cariche dirigenziali. Previsto un grave allentamento delle misure che prevengono la degenerazione di ambienti naturali in ambienti urbanizzati. Gli articoli che trattano i nullaosta e l’iter autorizzativo per interventi edilizi nelle aree protette e nei parchi rischiano di generare confusione di interpretazione. Si aggiungono infine i contributi “royalties” una tantum per “giustificare e quindi sanare” attività che un parco non dovrebbe neanche contemplare (controllo faunistico affidato ai cacciatori, apertura verso attività industriali come trivellazioni, parchi eolici e grandi campi fotovoltaici) quale contributo compensativo per lo sfruttamento delle aree protette e alterazioni paesaggistiche. L’Italia torna indietro di 30 anni con una politica che in maniera grossolana ingerisce nella gestione dei parchi con l’unico obiettivo di favorire interessi economici e speculazioni dei privati. Esattamente come i beni culturali anche i parchi devono rendere economicamente: certo, se poi riescono a proteggere in qualche modo anche l’ambiente, tanto meglio. Ma non è questa la loro funzione principale.

DIBATTITO SUL TRATTATO DI MARRAKECH: LIBERO ACCESSO ALLA CULTURA PER I NON VEDENTI

 

 

«La Convenzione per i diritti delle persone #disabili» è stata approvata dall’Onu Il 13 dicembre del 2006. Gli articoli riguardano il rispetto, l’autonomia, la libertà, la non discriminazione del disabile e la sua inclusione nella società. Tuttavia la disabilità non è una condizione assoluta, oggettiva, ancora troppo spesso ci sono barriere fisiche o psicologiche, architettoniche, che impediscono il pieno inserimento sociale e il vivere pienamente la vita da parte delle persone che vivono una situazione di minor autonomia nello svolgere le semplici attività quotidiane. C’è ancora molto da fare a livello culturale, moltissimo. Prendiamo per esempio il Trattato di Marrakesh, un testo fondamentale che se applicato permetterebbe alle persone diversamente abili non vedenti e ipovedenti (o con difficoltà nel comprendere i testi stampati) di accedere alla cultura e all'informazione su un piano paritario rispetto agli altri cittadini. Il tutto sarebbe possibile grazie ad un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore che permetterebbe la diffusione maggiore di opere come quelle prodotte in braille. La percentuale attuale dei libri pubblicati disponibili in formati accessibili ai non vedenti varia tra 7% e 20% nell'UE (per saperne di più https://goo.gl/UCj8A6). Un dato che si commenta da sé. Di quale rispetto, non discriminazione, inclusione, accesso alla cultura possiamo parlare con una percentuale così bassa? Sono convinta che la cultura si costruisca anche con delle azioni concrete ed è per questo motivo che ho pensato di organizzare un evento che insieme sensibilizzi i cittadini e li metta a conoscenza del dibattito in corso sul Trattato di Marrakesh, ma che soprattutto regali loro un autentico momento di bellezza: un concerto per pianoforte tenuto da musicisti non vedenti. Un invito ad avvicinarsi alla musica classica e un esempio concreto per quanti si trovano “dall’altra parte”.

Il concerto si terrà il 2 settembre alle ore 19:30 presso il Salone degli Affreschi di Palazzo Mezzocapo di Maiori, in provincia di Salerno.

Il concerto è gratuito previa registrazione al seguente link: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/ConcertoMaiori

#SiamoDentro

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