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Da Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017

PER VEDERE IL MIO MESSAGGIO

 

Buongiorno ragazzi sono in aeroporto ad  #Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017, sapete come definirei questi due giorni? 

Una boccata di ossigeno, quando ero studente all’università e mi chiedevano che cosa studiassi, io rispondevo conservazione dei beni culturali e il commento dell’interlocutore era sempre con uno sguardo sconsolato… ecco la mia generazione adesso è andata, ma io dico basta per voi.

Sono in missione in un posto che dimostra con i fatti concreti che un altro mondo è possibile.

Se vi va di seguire le foto e gli eventi a cui ho partecipato, seguite la mia pagina perché nei prossimi giorni posterò tutto.

 

Vi ricordate l’emozione del primo scavo che avete fatto o l’emozione della prima volta che avete preso in mano un codice medievale o la prima volta che avete restaurato un quadro? Ecco quell’emozione quel “friccicorio” direi io, queste persone lo possono provare ogni giorno, perché possono fare il lavoro per il quale hanno studiato e che li appassiona. Allora vi dico una cosa: i conservatori i restauratori, gli archeologi, gli storici dell’arte, i bibliotecari, gli archivisti gli antropologi, si riprenderanno quello che è loro.

AZIONI CONCRETE PER IL PATRIMONIO CULTURALE

 

 

ECCO LA MIA RISPOSTA SUL TEMA A PHILIPPE DAVERIO

 

 

L'Italia, lo sappiamo bene, potrebbe rilanciarsi anche grazie alle proprie eccellenze artistiche e culturali, ma troppo spesso trascura i suoi tesori; è un enorme museo diffuso dotato di un patrimonio invidiato da tutto il mondo ma che, purtroppo, non è valorizzato, conservato in modo opportuno e troppo spesso lasciato nell’incuria. In questo Paese, per mancanza di investimenti pubblici e anche privati, non si riescono a garantire, in diversi casi, nemmeno i servizi essenziali di adeguata conservazione delle opere e di apertura al pubblico. Che fare? Va innanzitutto messa a punto una nuova realtà capace di contemperare punti di forza e criticità del pubblico e del privato, incentivando una rinnovata cultura del mecenatismo a lungo termine. E L’Europa? Certamente la capacità di intercettare fondi europei va potenziata al massimo ma l’Europa spesso sembra non voler investire su azioni veramente concrete destinate alla cultura. Per il 2018, l’anno europeo del Patrimonio, verranno stanziati 8 milioni di euro che verranno spesi esclusivamente in attività di comunicazione. Alla mia proposta di mettere a disposizione dei fondi per i beni culturali danneggiati da calamità naturali ho ricevuto un chiaro e tondo no. 8 milioni di euro per azioni concrete per la tutela del patrimonio europeo sono certamente pochi, ma sono tantissimi per quello che di fatto risulta un grande spot pubblicitario! Se l’Europa per prima non investe concretamente in cultura, quale messaggio vorrà lanciare per l’anno europeo del patrimonio?

 

ENNESIMO CEDIMENTO A POMPEI

 

COMUNICATO STAMPA

 

Ennesimo cedimento a Pompei. Ad essere interessata l'area dei fronti di scavo lungo Via dell'Abbondanza. Si tratta del "cedimento di parte di un tavolato moderno posto a protezione della parte superiore del fronte di scavo - riporta il comunicato diffuso dalla Direzione del Parco Archeologico - che si è verificato nella notte in un'area già recintata per ragioni di sicurezza". Esattamente la stessa area oggetto di messa in sicurezza dal "Grande Progetto Pompei".

Non sono bastati i precedenti gravi crolli, l'eco mondiale e la figuraccia che ne sono derivate. Siamo ancora in attesa della "firma del contratto prevista per il 24 maggio 2017" per dare l'avvio ai lavori previsti dal "Grande Progetto Pompei".

Oltre tre anni fa, ci fu il primo cedimento del muro di una bottega su via di Nola, nella Regio V, insula 7, civico 19.

"Il patrimonio culturale italiano, ed in particolare della Campania e delle regioni del Sud, è un bene comune assai prezioso e di importanza unica che deve essere prima di tutto tutelato - dichiara Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle - La lentezza con cui si affrontano i problemi è snervante. In questo Paese la tutela dei nostri Beni culturali é passata in secondo piano ed è drammaticamente a rischio. Stiamo parlando di aree archeologiche che rappresentano la nostra identità territoriale e, da non trascurare, portano milioni di turisti creando un indotto di migliaia di euro a vantaggio dei vari ristoratori, commercianti ed albergatori."

Nel solo 2016, la sola area archeologica di Pompei è stata visitata da 3.209.089 turisti. Dati in continua e costante crescita. Basti pensare che nel 2009 Pompei poteva vantare "solo" 2.087.559 ingressi. 

"Numeri da capogiro per un parco archeologico invidiatoci da tutto il mondo. E cosa si fa? - domanda Isabella Adinolfi -  Si recinta e si aspetta la firma. Da Bruxelles, nel corso del mio intervento al Parlamento europeo, ho chiesto maggiore attenzione all'innovazione attraverso la cultura ed ho fortemente criticato i fondi destinati al programma “Europa Creativa”. Ho la sensazione che, non solo in Europa, ma anche in Italia, si destinino troppi soldi per comunicare e troppo pochi per fare qualcosa di concreto. I contratti non ancora firmati sono lì a dimostrarlo”.

IL FUTURO DEI MEDIA IN EUROPA

 

 

Il mio intervento al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

  

La riforma della direttiva sugli audiovisivi che stiamo discutendo in questi mesi al Parlamento arriva ad un passaggio cruciale, infatti la settimana prossima la relazione verrà votata in Commissione CULT.

Abbiamo la possibilità di poter regolamentare il mare magnum che è venuto a crearsi nel settore con l’avvento delle nuove tecnologie.

La televisione infatti non è più la scatola che avevamo fino qualche tempo fa nei nostri salotti, la televisione adesso è molto altro.

Ci si para davanti uno scenario molto complesso, da analizzare con attenzione, poiché ogni scelta influirà sulla vita di tutti i cittadini europei e come MoVimento 5 Stelle abbiamo il compito di far sì che gli interessi di questi ultimi siamo prioritari rispetto a quelli dei colossi del settore.

Noi vogliamo che gli spettatori siano visti come cittadini, persone e non come consumatori da indottrinare dalla più tenera età.

Per raggiungere gli scopi suddetti ho presentato circa 160 emendamenti, cercando di regolamentare aspetti della direttiva che ritenevo importanti, come quello relativo alla pubblicità. Ho cercato innanzitutto di tutelare i minori, inserendo la distinzione tra bambini e adolescenti (bambini e adolescenti). In questo ho introdotto una disciplina a doppio binario eliminando completamente gli spot per primi (come fatto dal mio collega Fico per Rai YoYo) e limitarla per gli adolescenti (dai 13 anni), ho poi spinto affinché  venissero eliminate le pubblicità di medicinali, gioco d’azzardo e scommesse, forse le mie posizioni possono apparire un po’ stringenti ma ritengo sia necessario un cambiamento, siamo continuamente indottrinati a comprare qualsiasi cosa anche se non ne abbiamo la necessità e spesso questo è dannoso non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra salute.

 

Inoltre riprendendo il lavoro, inerente alla nomina dei membri dell’Agcom, del mio collega Fico, ho deciso di introdurre norme dettagliate con l’obiettivo precipuo di garantire l’effettiva indipendenza, giuridica e funzionale, e la più ampia trasparenza delle autorità nazionali di regolamentazione. In particolare: procedure imparziali e tendenti alla meritocrazia circa la selezione dei membri di tali autorità, un’adeguata pubblicità dei bilanci di queste, l’obbligo di rispettare e salvaguardare i diritti fondamentali e il pluralismo dei media nell’ambito delle loro attività e compiti.

 

Gli interessi in campo sono enormi e come potete immaginare i colossi del settore hanno schierato “legioni” di lobbisti affinché gli interessi, in particolare modo dei media tradizionali (TV in primis), siano tutelati da quelli che vengono definiti “attacchi” dei nuovi soggetti che si affacciano sul mercato.

 

Il fine ultimo sembra esser quello di voler cristallizzare la situazione attuale, legalizzando lo status quo, cercando finanche di equiparare piattaforme come youtube, dove gli utenti sono sia fruitori che creatori di contenuti, alle televisioni  e media tradizionali. Si continua a puntare sulla sfrenata promozione pubblicitaria senza alcun riguardo per minori o salute, gli interessi da tutelare sembrano ben altri (quelli economici dei big del settore). Appare chiaro come manchi del tutto una visione strategica e sul futuro e si preferisca continuare a stare nella propria caverna a guardare con timore le ombre riflesse sulla parete.

 

 

Ho discusso di questi argomenti al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

#SiamoDentro

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