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E se la tecnologia blockchain rivoluzionasse il modo di votare?

 

La tecnologia blockchain rappresenta la rivoluzione in materia di sicurezza e trasparenza necessaria per rendere possibile il voto elettronico, e se così fosse, quali sono le future implicazioni per la democrazia?

Nonostante la digitalizzazione di molti aspetti importanti della vita moderna, le elezioni rimangono in gran parte condotte offline, su carta. Dall’avvento del nuovo secolo, il voto elettronico (e-voting) è stato considerato un promettente e (prima o poi) inevitabile sviluppo, che potrebbe accelerare, semplificare e ridurre il costo delle elezioni, e perfino condurre a una maggior partecipazione e allo sviluppo di democrazie più forti. Il voto elettronico potrebbe assumere varie forme: usare internet o reti isolate e specifiche; richiedere ai votanti di recarsi a un seggio elettorale o permettere loro di votare senza essere supervisionati; usare dispositivi già esistenti, come telefoni cellulari o computer, oppure utilizzare delle attrezzature specifiche.

Ora abbiamo un’ulteriore possibilità; continuare a confidare nelle autorità centrali per la gestione delle elezioni o usare la tecnologia blockchain per fornire un registro elettorale aperto ai cittadini. Molti esperti concordano che l’implementazione del voto elettronico richiederebbe numerosi miglioramenti nei sistemi di sicurezza.

Il vero dibattito però consiste nel capire se l’introduzione delle tecnologie blockchain rappresenti una trasformazione o semplicemente un miglioramento del sistema già esistente e quali siano le sue implicazioni per il futuro della democrazia.

 

Come potrebbe essere utilizzata la tecnologia blockchain per il voto elettronico?

 

Il protocollo blockchain è un sistema che permette di raccogliere e verificare le registrazioni degli utenti, garantisce trasparenza ed è distribuito tra gli utenti. Normalmente i votanti sono registrati, gestiti, contati e controllati da un’autorità centrale. La tecnologia blockchain per il voto elettronico (blockchain-enabled e-voting, BEV) permetterebbe ai votanti di compiere queste attività autonomamente, permettendogli di conservare una copia dei risultati della votazione.

Lo storico dei risultati elettorali non potrebbe pertanto essere modificato in quanto gli altri votanti si accorgerebbero che tale risultato è diverso da quello in loro possesso. Non potrebbero inoltre essere aggiunti voti illegittimi perché gli altri votanti avrebbero la possibilità di verificare se i voti rispettino le regole (probabilmente perché già stati conteggiati oppure non associati a un registro elettorale valido). La BEV sposterebbe potere e fiducia dalle autorità centrali, quali le autorità elettorali, e promuoverebbe lo sviluppo di un consenso favorevole alla diffusione della tecnologia in questo campo.

Una prima alternativa per lo sviluppo di sistemi BEV per il voto elettronico è quella di creare un nuovo sistema su misura, pensato per riflettere le specifiche caratteristiche delle elezioni e dell’elettorato. Un secondo approccio che potrebbe essere meno costoso e di più facile applicazione sarebbe quello di condurre le elezioni con un sistema blockchain già esistente, come quello usato per la valuta virtuale, il bitcoin. Dato che la sicurezza del registro pubblico legato alla tecnologia blockchain dipende dal numero degli utenti, questo approccio potrebbe risultare più sicuro anche per paesi con un numero di votanti limitato.

Gli esperti di blockchain stanno discutendo riguardo una nuova generazione di sistemi tecno-democratici, e stanno già emergendo delle equivalenti virtuali delle amministrazioni nazionali, basate sulla tecnologia blockchain. Tuttavia, nel breve termine, le potenzialità maggiori della BEV si trovano nel contesto organizzativo più che in quello nazionale. Questi sistemi sono già stati infatti utilizzati per le elezioni interne dei partiti, e per i il voto degli azionisti in Estonia. 

Guardando avanti, la BEV potrebbe essere combinata con contratti intelligenti, che gli consentirebbero di entrare in vigore automaticamente in presenza di certe condizioni precedentemente concordate. Per esempio, i risultati elettorali potrebbero automaticamente innescare l’attuazione delle promesse elettorali, delle scelte di investimento o di altre decisioni che riguardano l’aspetto organizzativo.

 

Effetti potenziali e sviluppi

 

Le promesse più ottimistiche riguardo al voto elettronico - i.e. che incoraggerebbe i giovani europei a riavvicinarsi alla partecipazione democratica - dovrebbero tuttavia essere analizzate con un certo scetticismo. Analogamente, molte delle preoccupazioni circa la BEV - anonimato, coercizione e accessibilità - si estendono anche ai sistemi cartacei tradizionali.

La coercizione è una minaccia per ogni sistema di voto che prevede forme di partecipazione remota (i.e. voto a mezzo posta). Sia per quanto riguarda la BEV che le elezioni cartacee, l’utilizzo di cabine elettorali segrete rappresenta l’unica garanzia contro le frodi.

L’accessibilità in favore di tutti i votanti è una preoccupazione fondamentale in tutte le elezioni. La BEV potrebbe completare le cose presentando ai cittadini fin troppe opzioni. Ad esempio, potrebbero dover scegliere se votare presso un terminale all’interno di una cabina tradizionale o utilizzare un dispositivo personale. Potrebbero esserci interfacce diverse per i cittadini che non desiderano soltanto votare, ma anche esercitare il loro diritto di accedere ai dati e controllare che siano state osservate le procedure corrette.

L’anonimato è spesso considerato un elemento cruciale della partecipazione democratica, sebbene molte elezioni nazionali siano di fatto “sotto pseudonimo”. Ciò significa che scoprire come le persone abbiano votato non è facile, ma è possibile in quanto un codice collega ogni scheda elettorale a una voce personale contenuta in un registro elettorale. Siamo obbligati a fidarci delle autorità per quanto riguarda la protezione dell’anonimato. Anche la BEV e sotto pseudonimo, perciò può essere talvolta possibile scoprire come una persona abbia votato. Possiamo fidarci della comunità e della tecnologia per proteggere il nostro anonimato? I lavori sono in corso, nello sviluppo della BEV, su di una risposta tecnica a tale questione che possa offrire un anonimato totale. Un’altra risposta potenziale consiste nell’affidare a un’autorità centrale il compito di distribuire gli pseudonimi e di mantenerli segreti, proprio come viene fatto attualmente nei sistemi di voto cartaceo. Tuttavia, il mantenimento di un certo potere centralizzato e della fiducia potrebbe in tal modo mettere alla prova l’ideologia della decentralizzazione associata con i sistemi basati sul blockchain.

Un’altra questione fondamentale consiste in come assicurare una fiducia diffusa nella sicurezza e legittimità del sistema. Per quanto riguardo le elezioni cartacee, non è sufficiente che il risultato sia giusto e valido. L’intero elettorato, anche qualora sia deluso dal risultato, deve accettare che il processo sia stato legittimo e affidabile. In quanto tale, oltre a garantire sicurezza effettiva e precisione, la BEV deve anche ispirare un’ampia fiducia del pubblico e affidamento. Poiché il protocollo blockchain è piuttosto complesso, ciò potrebbe costituire un ostacolo all’accettabilità della BEV da parte dell’opinione pubblica. 

Infine, nel valutare gli effetti potenziali della BEV, dobbiamo considerare i valori e le politiche che esso riflette. La BEV non digitalizza semplicemente il processo di voto tradizionale, ma propone un’alternativa dotata di una diversa cerchia di valori e basi politiche. Tradizionalmente, le autorità organizzano le elezioni e il processo è a scatola chiusa, centralizzato e dall’alto verso il basso. La BEV è l’opposto. Il processo è gestito dalle persone ed è trasparente, decentralizzato e dal basso verso l’alto. Mentre la partecipazione alle elezioni tradizionali rinforza l’autorità dello stato, la partecipazione alla BEV impone la supremazia del popolo. Da questa prospettiva, non deve sorprendere come si sollevino dei collegamenti tra la BEV e le transizioni verso una democrazia più diretta, decentralizzata e dal basso verso l’alto. Come tale, la misura in cui la tecnologia blockchain prospererà nell’area del voto elettronico può dipendere dal grado in cui riuscirà a riflettere i valori e la struttura della società, della politica e della democrazia.

 

Politiche preventive

 

Mentre il diritto europeo non prevede protocolli specifici per le elezioni negli Stati membri, è avvenuto un certo ravvicinamento e sono stati fatti sforzi per incoraggiare l’utilizzo del voto elettronico rispettando al contempo i principi costituzionali della legge elettorale (a suffragio universale, uguale, libero, segreto e diretto). Tuttavia, le proposte di utilizzo della tecnologia blockchain nelle elezioni nazionali dovrebbero ottemperare diverse altre aree del diritto europeo, inclusi il diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati dei votanti e l’accessibilità per tutti i cittadini. 

Nel luglio del 2015 è stata accettata dal Parlamento la mia proposta di effettuare uno studio scientifico sulla possibilità di aumentare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa anche a livello europeo, dal titolo “Technology Options and Systems to Strengthen Participatory and Direct Democracy”. Lo studio è ormai completo e giovedì alle 9.30 verrà presentato a Strasburgo, l’evento sarà in diretta streaming e appena sarà disponibile il link lo pubblicherò. 

Lo studio si pone l'obiettivo d'indagare, a livello scientifico, le possibilità concrete che sussistono per poter adottare ed implementare a livello europeo strumenti di democrazia diretta ed elettronica, come quelli impiegati dal Movimento 5 Stelle. Il punto centrale dell'analisi sarà rappresentato da un'indagine empirica delle esperienze di democrazia diretta ed elettronica che si possono rinvenire sia in Europa che nel mondo intero.

Traduzione libera di un articolo dello STOA, per leggere l’articolo in lingua originale: https://goo.gl/cZhgfH

Per avere maggiori informazioni sullo studio scientifico sulla possibilità di aumentare gli spazi di democrazia diretta e partecipativa anche a livello europeo: https://goo.gl/FBByVW

Trattato di Marrakech: l’Italia sia d’esempio per gli altri Paesi europei

 

I diritti delle persone non vedenti e ipovedenti non possono aspettare. 

 

Il 13 settembre 2017 sono stati finalmente firmati la nuova direttiva ed il nuovo regolamento con cui si modifica l’ordinamento giuridico europeo in vista della ratifica del Trattato di Marrakech. Come noto, questo Trattato (ufficialmente intitolato: “Trattato per facilitare l'accesso ai testi pubblicati alle persone cieche, con incapacità visive o altre difficoltà ad accedere al testo stampato”), è stato concluso nel 2013 e firmato dall’Unione europea solo nel 2014. Si tratta di un grande passo avanti nel riconoscimento e nell’implementazione dei diritti umani delle persone non vedenti o affette da difficoltà visive.

Due, a questo proposito, sono gli obiettivi principali che si vogliono raggiungere: il primo è quello di garantire che gli Stati contraenti stabiliscano un’eccezione e/o limitazione al diritto d’autore a favore dei non vedenti, ipovedenti o persone con difficoltà visive. In altre parole, si vogliono eliminare tutti i possibili ostacoli e/o barriere che si trovano a dover fronteggiare le persone non vedenti o con disabilità visive nel reperire opere in formato accessibile (audiolibri, braille, etc..). L’altro obiettivo riguarda, invece, la possibilità di consentire alla parti contraenti, a determinate condizioni, di importare ed esportare opere in formato accessibile, facilitando così gli scambi transfrontalieri di opere in formato accessibile. 

Come accennato, l’Unione europea ha firmato il Trattato solo il 30 aprile 2014, ma tuttavia non lo ha ancora ratificato. La Commissione europea aveva presentato una proposta di decisione di conclusione del Trattato, che però non è mai stata adottata dal Consiglio dell’Ue a causa di alcune remore dello stesso. In particolare, alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, la Germania ed il Regno Unito, si sono opposti alla ratifica adducendo quale motivazione l’assenza di una competenza esclusiva, per la conclusione di un tale Trattato, da parte dell’Unione europea. 

A settembre 2016 la Commissione europea, per superare l’impasse in Consiglio, ha presentato due proposte, una di direttiva e una di regolamento, volte a modificare l’ordinamento giuridico europeo in vista della possibile ratifica del Trattato. Il 14 febbraio 2017 la Corte di Giustizia ha reso un parere (n. 3/15) nel quale ha spazzato via ogni incertezza giuridica in merito alla ratifica del Trattato di Marrakech, affermando che: “siccome la conclusione del trattato di Marrakech può incidere sulla direttiva in materia di diritto d’autore o modificarne la portata, la Corte conclude che l’Unione dispone di una competenza esclusiva e che il trattato può essere concluso dall’Unione da sola, senza la partecipazione degli Stati membri”. A seguito di tale parere, a luglio 2017, il Parlamento europeo (6 luglio 2017) ed il Consiglio (17 luglio 2017) hanno approvato la direttiva ed il regolamento, che sono successivamente stati firmati e pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (20 settembre 2017).

Nello specifico, la direttiva mira all’eliminazione delle barriere per la libera circolazione e la riproduzione di opere in formato accessibile, prevedendo l’introduzione di un’eccezione obbligatoria al diritto d’autore per la riproduzione di opere in formato accessibile (eccezione all’attuale Direttiva InfoSoc 2011/29/EC); mentre il regolamento ha come scopo quello di rendere il più agile e semplice possibile lo scambio di queste opere tra Stati membri e Paesi terzi, favorendo quindi gli scambi transfrontalieri di opere accessibili.

La palla è quindi passata nel campo degli Stati membri. La direttiva, all’articolo 11, stabilisce che il suo recepimento debba avvenire entro l’11 ottobre 2018 (si legge: “Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro l'11 ottobre 2018”).

Trattandosi di diritti di persone affette da patologie visive anche gravi, credo che il Governo ed il Parlamento debbano procedere al più presto al recepimento della direttiva stessa, senza aspettare la scadenza ultima né l’approvazione della legge di delegazione europea! I cambiamenti legislativi richiesti infatti sono minimali e di certo non richiedono un anno (come anche riconosciuto dalla Commissione durante i triloghi). Si deve agire prima che scada la legislatura. L’attuale Parlamento, almeno su questa questione, dimostri un poco di serietà e non rinvii tutto come sempre. Si tratta di una questione di civiltà. Inoltre, il Governo italiano dovrebbe spingere in seno al Consiglio affinché la ratifica del Trattato da parte dell’Unione europea avvenga il prima possibile. I diritti delle persone meno fortunate non possono essere subordinate ai giochi politici. Il capo del Governo ed il ministro competente si facciano carico di questa situazione e per una volta dimostrino a fatti la presenza dello Stato accanto a chi ha più bisogno!  

Rassegna 2017

 

 

L’arte del pizzaiolo patrimonio Unesco, Adinolfi: “Splendida notizia che fa bene a Napoli e Campania”

 

 Pizzaioli, Adinolfi: “Una splendida notizia che fa bene a Napoli ed alla Campania”

 

 

Pizza patrimonio Unesco, M5S: "Una splendida notizia". Adinolfi: «Una bella notizia che non può che fare bene a Napoli ed alla Campania»

 

 

 L’Arte del Pizzaiolo è patrimonio immateriale UNESCO. Adinolfi (M5S): «Una splendida notizia che non può che fare bene a Napoli ed alla Campania»

 

 

Napoli. Arte pizzaiuolo napoletano patrimonio Unesco, Adinolfi: “Notizia che non può che fare bene alla città ed alla Campania”

 

 

Unesco, l'arte del pizzaiolo napoletano patrimonio dell'umanità | COMMENTI POLITICI

 

 

Pizza Unesco, i commenti: Mastrocinque (Cia Campania), de Magistris, Lopa (Consulta Agricoltura) e Adinolfi (M5S).

 

Weekend salernitano per Isabella Adinolfi del M5S

 

Buccino, sabato e domenica Isabella Adinolfi parla delle opportunità per il paese

 

Weekend salernitano per l'Europarlamentare Isabella Adinolfi

 

 

 

Weekend salernitano per Isabella Adinolfi del M5S

 

Valva e Buccino, weekend salernitano per Isabella Adinolfi

 

 Bruxelles: weekend a Valva e Buccino per Isabella Adinolfi

 

Valva e Buccino tra gli appuntamenti salernitani per Isabella Adinolfi (M5S)

Weekend salernitano per Isabella Adinolfi

 

Strasburgo, presentato lo studio STOA proposto da Isabella Adinolfi (M5S) sulla democrazia diretta.

 

Europa, Adinolfi (M5S): "Maggiore e-Democracy per recuperare la fiducia dei cittadini".

 

Strasburgo, presentato lo studio STOA proposto da Isabella Adinolfi (M5S) sulla democrazia diretta. Adinolfi: «Con e-Democracy il cittadino torna al centro delle decisioni politiche».

 

Democrazia diretta, presentato lo studio STOA promosso da Isabella Adinolfi

 

Strasburgo, presentato lo studio STOA proposto da Isabella Adinolfi (M5S) sulla democrazia diretta. Adinolfi: «Con e-Democracy il cittadino torna al centro delle decisioni politiche»

 

Isabella Adinolfi (M5S) sulla democrazia diretta: «Con e-Democracy il cittadino torna al centro delle decisioni politiche»

 

E-Democracy, presentato al Parlamento europeo lo studio STOA

 

 

Eolico, ambientalisti 'proteggere Matese'

 

Archivio di Stato di Caserta, Isabella Adinolfi: "Troppa burocrazia, stanno distruggendo il patrimonio campano"

 

 

La burocrazia distrugge il patrimonio culturale della Campania. La denuncia di Adinolfi europarlamentare M5S

 

 

Archivio di Stato a Caserta ed a Salerno, due facce di una stessa medaglia

 

Caserta, Archivio di Stato, Adinolfi: "Arriva la linea telefonica all'Archivio di Stato, Deo gratias"

 

"ARRIVA LA LINEA TELEFONICA ALL'ARCHIVIO DI STATO DI CASERTA, DEO GRATIAS!"

L’europarlamentare M5S torna sull’Archivio di Stato di Caserta dopo i recenti aggiornamenti

 

Caserta, linea telefonica all'Archivio, Deo gratias

 

Caserta: europarlamentare Adinolfi “Arriva linea telefonica all’Archivio di Stato, Deo gratias”

 

Arriva la linea telefonica all’Archivio di Stato di Caserta, Deo gratias 

Salerno: Archivio di Stato a rischio vendita

 

Archivio di Stato in vendita: il 29 settembre, consiglio provinciale

 

Salerno: Archivio di Stato ancora in vendita, Adinolfi minaccia ricorso al TAR

 

Vendita Archivio di Stato di Salerno, Adinolfi: “Dobbiamo evitare questa follia”

 

Archivio di Stato di Salerno verso l’ennesima conferma alla vendita

 

Archivio di Stato di Salerno: Si conferma la vendita

 

Salerno, Archivio di Stato ancora in vendita, Adinolfi (M5S Europa) minaccia il ricorso al TAR

 

Salerno. Archivio di Stato ancora in vendita, l’europarlamentare Adinolfi minaccia il ricorso al TAR

 

Archivio di Stato di Salerno verso l’ennesima conferma alla vendita, Adinolfi: “evitiamo questa follia”

 

 

Salerno, Archivio di Stato ancora in vendita. Adinolfi minaccia il ricorso al TAR

 

 

Il ruolo centrale dell’Italia in una nuova dimensione del viaggio tra cultura e natura

 

Entra in crisi l’idea del turismo diventato settore industriale fondato su economie di scala e consumi di massa. 
La novità è costituita dal fatto che sempre di più sono gli individui ad organizzare da soli il proprio viaggio, rivolgendosi direttamente ai fornitori locali di ospitalità. 
Potrebbe essere questa l’occasione che l’Italia aspetta da tempo per riprendersi la leadership nel settore turistico? Visitatori e territori per interi decenni hanno subito le scelte di chi confezionava il “pacchetto completo” in cui il turista veniva controllato in ogni suo minimo spostamento: pochi luoghi da visitare in poco tempo. 
Il declino dell’Italia su questo fronte è dipeso da questo, il Paese con il maggior numero di siti #Unesco non ha mai pensato di doversi preoccupare di una dimensione artigianale quale elemento distintivo e importante valore aggiunto. Per l’Italia non subire più le scelte degli operatori che portano visitatori stremati a visitare grandi città d’arte e i soliti attrattori turistici in poche ore è fondamentale. 
Il turista va riportato in un’altra dimensione del viaggio, fatta di monumenti storici e artistici, maggiori e minori, ma anche naturali come la Costiera #amalfitana o gli altri splendidi paesaggi del nostro àPaese. Solo grazie alla cultura e alla natura l’Italia recupererà il proprio ruolo centrale nel settore turistico, ma è necessaria una strategia in cui si deve ridefinire il ruolo dello Stato, delle amministrazioni, in un programma di governo veramente lungimirante.

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