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La situazione dell’archivio di Caserta è ancora disastrosa

 

A fine marzo 2017 la notizia dell’inizio dei trasferimenti del prestigioso Archivio di Stato di Caserta nella nuova sede presso la Reggia di Caserta. Sembrava si fosse finalmente conclusa la storia infinita che lo aveva interessato: dal 1995 l’archivio attendeva di essere trasferito, aveva lasciato la sede privata per la quale veniva pagato un’affitto mensile di 18.000 euro. Nel 2014 alcuni locali della Reggia di Caserta del piano terra e del piano interrato furono assegnati e designati per ospitare l’Archivio, nel 2016 Vilma Moronese Cittadina Senatrice M5S , già firmataria di un’interrogazione parlamentare, effettuò un sopralluogo presso quei locali per constatarne le condizioni, assieme al Comitato civico Pro Archivio. Durante il sopralluogo emerse che erano previsti circa 2.6 Milioni di euro per effettuare i lavori di messa in sicurezza e adeguamento occorrenti per ospitare l’Archivio di Stato e che esisteva un crono-programma per la loro realizzazione. Oggi i dipendenti (https://goo.gl/aCYaqK) oltre a lamentare un’unica utenza telefonica a disposizione degli uffici, un unico pc con collegamento internet, segnalano il fatto gravissimo che molti cittadini che devono consultare l’Archivio di Stato sono ancora impossibilitati a farlo perché gran parte della documentazione si trova ancora nella vecchia sede. I lavori previsti verranno portati a termine entro il 2017 e si potrà scrivere finalmente la parola fine a questa annosa e triste vicenda?

Legge sui parchi e aree protette: ancora una volta una decisione in nome e per conto di pochi!

 

 

La sofferta revisione della legge 394/91 sui parchi e le aree protette è stata approvata dalla Camera dei Deputati. Inutili e inascoltate tutte le richieste delle associazioni di tutela nell’approvazione di una modifica peggiorativa di una legge che, nonostante fosse tutt’altro che perfetta, è stata una pietra miliare nel campo della tutela ambientale e ha avuto il merito di allineare l’Italia agli altri Paesi europei. Cosa è stato approvato di così grave? Si prevedono consigli direttivi totalmente squilibrati a favore di interessi locali senza nessuna garanzia di veri benefici per le popolazioni che presidiano i territori. Nessuna competenza in materia di tutela ambientale viene richiesta per le cariche dirigenziali. Previsto un grave allentamento delle misure che prevengono la degenerazione di ambienti naturali in ambienti urbanizzati. Gli articoli che trattano i nullaosta e l’iter autorizzativo per interventi edilizi nelle aree protette e nei parchi rischiano di generare confusione di interpretazione. Si aggiungono infine i contributi “royalties” una tantum per “giustificare e quindi sanare” attività che un parco non dovrebbe neanche contemplare (controllo faunistico affidato ai cacciatori, apertura verso attività industriali come trivellazioni, parchi eolici e grandi campi fotovoltaici) quale contributo compensativo per lo sfruttamento delle aree protette e alterazioni paesaggistiche. L’Italia torna indietro di 30 anni con una politica che in maniera grossolana ingerisce nella gestione dei parchi con l’unico obiettivo di favorire interessi economici e speculazioni dei privati. Esattamente come i beni culturali anche i parchi devono rendere economicamente: certo, se poi riescono a proteggere in qualche modo anche l’ambiente, tanto meglio. Ma non è questa la loro funzione principale.

DIBATTITO SUL TRATTATO DI MARRAKECH: LIBERO ACCESSO ALLA CULTURA PER I NON VEDENTI

 

 

«La Convenzione per i diritti delle persone #disabili» è stata approvata dall’Onu Il 13 dicembre del 2006. Gli articoli riguardano il rispetto, l’autonomia, la libertà, la non discriminazione del disabile e la sua inclusione nella società. Tuttavia la disabilità non è una condizione assoluta, oggettiva, ancora troppo spesso ci sono barriere fisiche o psicologiche, architettoniche, che impediscono il pieno inserimento sociale e il vivere pienamente la vita da parte delle persone che vivono una situazione di minor autonomia nello svolgere le semplici attività quotidiane. C’è ancora molto da fare a livello culturale, moltissimo. Prendiamo per esempio il Trattato di Marrakesh, un testo fondamentale che se applicato permetterebbe alle persone diversamente abili non vedenti e ipovedenti (o con difficoltà nel comprendere i testi stampati) di accedere alla cultura e all'informazione su un piano paritario rispetto agli altri cittadini. Il tutto sarebbe possibile grazie ad un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore che permetterebbe la diffusione maggiore di opere come quelle prodotte in braille. La percentuale attuale dei libri pubblicati disponibili in formati accessibili ai non vedenti varia tra 7% e 20% nell'UE (per saperne di più https://goo.gl/UCj8A6). Un dato che si commenta da sé. Di quale rispetto, non discriminazione, inclusione, accesso alla cultura possiamo parlare con una percentuale così bassa? Sono convinta che la cultura si costruisca anche con delle azioni concrete ed è per questo motivo che ho pensato di organizzare un evento che insieme sensibilizzi i cittadini e li metta a conoscenza del dibattito in corso sul Trattato di Marrakesh, ma che soprattutto regali loro un autentico momento di bellezza: un concerto per pianoforte tenuto da musicisti non vedenti. Un invito ad avvicinarsi alla musica classica e un esempio concreto per quanti si trovano “dall’altra parte”.

Il concerto si terrà il 2 settembre alle ore 19:30 presso il Salone degli Affreschi di Palazzo Mezzocapo di Maiori, in provincia di Salerno.

Il concerto è gratuito previa registrazione al seguente link: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/ConcertoMaiori

MINNUCCI COLPISCE ANCORA: IL CERCHIOBOTTISMO IN MERITO AL MONOPOLIO SIAE

 

Come al solito il Partito Democratico si muove in ritardo ed in modo inefficace. Come avevo già denunciato a giugno, e successivamente confermato dal giornale La Stampa, la Commissione europea si appresterebbe ad aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il cattivo recepimento della direttiva 2014/26/UE (direttiva che mira alla liberalizzazione del mercato della gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi). Ecco allora manifestarsi tutto il cerchiobottismo del PD, che fa finta di voler porre rimedio a questa situazione, dando peraltro implicita conferma circa tutti i dubbi e perplessità avanzati da più parti. Così, dopo averci provato con un emendamento alla legge europea, poi dichiarato prevedibilmente inammissibile, il deputato del PD Minnucci torna alla carica e ci riprova.

Questa volta, il Minnucci ha annunciato la presentazione di un progetto di legge riguardante la modifica del decreto legislativo che ha recepito la direttiva cosiddetta Barnier (Direttiva 2014/26/UE). Il testo del progetto di legge non si conosce ancora, ma stando a quanto anticipato da La Repubblica, mirerebbe ad aprire finalmente il mercato scorporando l'attività di raccolta da quella di intermediazione dei diritti. Tutto bellissimo, se non fosse che tale progetto di legge arriva fuori tempo massimo e sembra molto improbabile che venga approvato prima della fine della legislatura. Certo è un bello spot elettorale che fa trasparire la buona intenzione di alcuni deputati PD, ma come si suol dire la strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Così il dubbio che si tratti solo di una attività comunicativa, priva di una seria volontà politica di modificare lo status quo, sorge spontaneo: perché, infatti, non si è proceduto ad un pronto esame della proposta di legge  del MoVimento 5 stelle, a prima firma Battelli, già a settembre 2016? E ancora: perché il ministro Franceschini continua a non rispondere alle mie domande sui rilievi mossi da Bruxelles?

La saga del monopolio SIAE si arricchisce quindi di un nuovo atto, che però né scalfirà il monopolio della SIAE né porterà sostanziali benefici ai cittadini: serve solo per abbindolare i più sprovveduti e, al contempo, lanciare un messaggio politico al ministro Franceschini e alla sua fronda che si mostra sempre più ostile nei confronti del segretario del PD.

 

Insomma Renzi e i deputati a lui vicini usano l’attività legislativa, che non dovrebbe piegarsi alle basse logiche di partito, per regolare i conti interni. Noi semplici cittadini, nel frattempo, continuiamo nella nostra seria attività di controllo e rimaniamo in attesa di risposte, che mai come  oggi, sembrano doverose… #FranceshiniRispondi

#SiamoDentro

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#SonoroSchiaffo

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