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#TEANO: UN ESEMPIO PER RIPARTIRE

Sono molto lieta di invitarvi al workshop gratuito “Teano: un esempio per ripartire grazie a cultura, turismo sostenibile, marketing territoriale”, che si terrà venerdì 16 dicembre alle ore 17.00 presso il Museo Archeologico di Teanum Sidicinum in Piazza Umberto I, 29 Teano, in provincia di Caserta.
In qualità di deputata al Parlamento europeo, membro della Commissione per la cultura e l'istruzione (CULT), ho deciso di organizzare nella mia circoscrizione un ciclo di eventi che hanno per oggetto le problematiche legate alla gestione/valorizzazione dei nostri beni culturali e le strategie da mettere in campo per far sì che monumenti straordinari come il complesso di Teano possano fungere da potentissimo propulsore per un turismo sostenibile che coinvolga le realtà associative e produttive del territorio. La prima tappa, di quello che possiamo definire un vero e proprio tour archeologico-culturale dei più rilevanti monumenti campani abbandonati e quasi dimenticati, si terrà non a caso proprio a Teano, dove per la mancanza di manutenzione ordinaria e l’incuria è stata decretata la chiusura al pubblico del sito archeologico.
Per avere maggiori informazioni.

Per visionare le foto dell'evento.

DIVIDE ET IMPERA. A PROPOSITO DI REGIONI E RIFORMA COSTITUZIONALE #CONTRONUOVOMEDIOEVO

 

Una cifra: 23 miliardi e mezzo. Sono i soldi che si risparmierebbero intervenendo sulle regioni a statuto speciale. 
Mentre tutti, a partire dalla Ragioneria Generale dello Stato, si affrettano a ridimensionare le cifre diffuse da #Renzi & Co, sui presunti, esigui, risparmi derivanti dalla cancellazione - che invece e’ certa - dei diritto dei cittadini di eleggere il Senato, c’e’ un “tesoretto” di cui la riforma non si occupa affatto. Una cifra talmente importante da competere, da sola, con una qualunque manovra fiscale di bilancio.
Ma non e’ di questo che vi voglio parlare. 
Storicamente, le regioni a statuto speciale hanno ottenuto un regime differenziato di tutela che era giustificato da particolari ragioni ed esigenze di natura sociale, politica e istituzionale. Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo grande rispetto di tali ragioni. Per cui, al massimo, ci sarebbe nesessita’ di un “tagliando” per verificare se, a distanza di tempo, tali ragioni sono ancora attuali, apportando - ove necessario - i correttivi necessari. 
E allora dove sta il problema?
Il problema e’ che se passa la riforma di Renzi, #Serracchiani, Verdini & Boschi, la rilettura e l’eventuale aggiornamento dei presupposti e dei limiti su cui si fonda il regime differenziato delle regioni a statuto speciale non sara’ mai piu’ poissibile. Questo perche’ il testo della riforma introduce una tutela costituzionale rafforzata, che rendera’ impossibile qualsiasi limitazione futura senza un’“intesa” preventiva che nessuna Regione, di fatto, vorra’ mai concedere. Con la conseguenza che le regioni a statuto speciale (5 su 20) conserveranno i loro statuti privilegiati e, soprattutto, le risorse aggiuntive di cui godono in ragione di detta specialita’, a tempo indeterminato.
Non solo. 
Mentre le restanti regioni a statuto ordinario (15 su 20) perderanno moltissime delle loro competenze, in materie fondamentali per la vita ed il benessere dei cittadini e delle collettivita’ territoriali come l’ambiente e l’energia. E questo e’ un’altro dei motivi del nostro NO convinto alla riforma. Le regioni a statuto speciale rimarranno intatte. 
Vero Deborah Serracchiani, tu che sei Vice-Segrateria del PD, ma soprattutto Presidente della regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia?
E allora? E’ davvero questo il miglior modo di “far ripartire l’Italia”, come Renzi e Serracchiani sostengono? Introdurre differenziali di rango politico-istituzionale, oltre che di operativita’ e di spesa, cosi’ enormi tra regioni di uno stesso Stato? Rendendoli, per giunta, irreversibili?
La verita’ e’ un’altra: 
Renzi vuole cancellare i nostri diritti di cittadini-elettori (abolendo prima il voto alle Province, che ora si chiamano Enti di area vaste, e poi al Senato) e vuole annullare le nostre prerogative partecipative, in quanto appartenenti alle rispettive comunita’ territoriali (azzerando le competenze delle regioni a statuto ordinario in materie come l’ambiente e l’energia). 
E non gliene frega assolutamente nulla di erogare servizi miglori, attenuando le disparita’ ed incrementando l’efficienza, in modo uniforme su tutto territorio nazionale, a beneficio di tutti i cittadini.
Perche’ quello che gli interessa e’ continuare a comandare. Costi quel che costi.
Ci vuole tutti cittadini-sudditi. E per farlo si serve di tutti gli espedienti a disposizione: Divide et impera.
Ecco perche’ #IoVotoNo #ControNuovoMedioEvo di Renzi, Serracchiani, Verdini & Boschi

Eventuale supporto informativo video (solo per le cifre):
http://www.la7.it/…/regioni-a-statuto-speciale-ci-costano-2…

Eventuale supporto informativo testo (Ainis sulle nuove regioni-Stato e il c.d. “gradimento”):
http://www.libertaegiustizia.it/…/cinque-superstati-le-reg…/
#M5SUE #M5S #IoDicoNo #IoVotoNo

IL NUOVO MEDIO-EVO CHE HANNO IN MENTE #RENZI E LA #BOSCHI

 

 

Sono rimasta molto impressionata dalle esternazioni di Vicenzo De Luca in occasione dello sciagurato incontro con i Sindaci campani. E dal successivo dietro-front del Governo che, rinnegando se stesso, ha consentito che il Presidente della Regione Campania venga nominato commissario alla sanità, con l’ormai famigerato emendamento “De Luca”.

Come sapete, noi del Movimento 5 Stelle abbiamo presentato una denuncia per voto di scambio e siamo fortemente convinti che di questo, per l’appunto, si tratti.

Ma la riflessione che voglio condividere con voi è un’altra. Riguarda la sanità, le Regioni e il referendum costituzionale del 4 dicembre. Noi riteniamo che la classe dirigente delle regioni, che verrà traghettata nel nuovo Senato, con tanto di immunità parlamentare, se passa la riforma di Renzi, sia la peggiore classe dirigente di sempre. Le registrazioni del Presidente De Luca sono l’ennesima, triste conferma. E questo è uno dei motivi principali del nostro NO alla riforma.

Tuttavia, riteniamo inaccettabile l’azzeramento di competenze operato a danno delle 15 Regioni a statuto ordinario, in materie fondamentali per la vita ed il benessere dei cittadini e delle collettività territoriali come l’ambiente e l’energia. E questo è un’altro dei motivi del nostro NO convinto alla riforma.

E riteniamo inaccettabile che, accanto ad esse, le 5 regioni a statuto speciale ricevino una tutela costituzionale rafforzata, che renderà impossibile qualsiasi limitazione futura senza un “gradimento” preventivo che nessuna Regione, di fatto, vorrà mai concedere. Vero Deborah Serracchiani, tu che sei Vice-Segrateria del PD, ma soprattutto Presidente della regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia?

E questa è un’altra delle ragioni del nostro profondo NO alla riforma. Viceversa, riteniamo che la sanità, fonte di clientelismo, corruttele e sperpero di denaro pubblico da sempre, per come viene e verrà, presumibilmente, gestita anche dal commissario De Luca in Campania, debba tornare allo Stato, che di fronte ai propri cittadini deve essere la sola ed unica entità responsabile di erogare il Servizio Sanitario Nazionale, con criteri di spesa e livelli di qualità ed efficienza uniformi, uguali per tutto il territorio nazionale.

Del resto persino un illustre governatore del PD, il Presidente della Regione Piemonte Chiamparino, che è anche un autorevole esponente del fronte del si, condivide questa necessità.

E allora perchè l’ambiente e l’energia si, e la sanità no? Che cosa c’è di meglio per “far ripartire l’Italia” che far funzionare la sanità, con criteri di spesa e livelli di qualità ed efficienza uguali per tutto il territorio nazionale? A beneficio di tutti i cittadini, a prescindere da dove essi vivano?

La verità è un’altra:

Renzi vuole cancellare i nostri diritti di cittadini-elettori (abolendo prima il voto alle Province, che ora si chiamano Enti di area vaste, e poi al Senato) e vuole annullare le nostre prerogative partecipative, in quanto appartenenti alle rispettive comunità territoriali (azzerando le competenze delle regioni a statuto ordinario in materie come l’ambiente e l’energia).

E non gliene frega assolutamente nulla se la sanità continuerà ad essere priva di livelli di qualità ed efficienza uniformi su tutto il territorio nazionale.Perchè gli interessa che possa continuare ad essere fonte di clientelismo, corruttele e sperpero di denaro pubblico come è stata sinora.

Renzi vuol farci tutti retrocedere al rango di cittadini-sudditi. E i De Luca sono i signorottidel nuovo Medio-Evo che hanno in mente Renzi e la Boschi.

Ecco perchè, in attesa di vedere se tra questi figurerà anche l’inneffabile Sindaco di Agropoli ed i tanto sbandierati 4000 voti #IoVotoNo.

#M5S #Europa

LA REALTA’ VISTA ATTRAVERSO GLI OCCHI DEL MONARCA #CONTRONUOVOMEDIOEVO

 

L’articolo de “La Stampa” intitolato “Ecco la cyber propaganda pro M5S. La procura indaga sull’account chiave” e, soprattutto, la replica successiva alla scoperta della bufala, sono paradigmatici della reltà “dopata” che viviamo.

Negare la realtà, anche se questa è davanti agli occhi di tutti. Nella convinzione che la realtà mostrata e, ancor di più, quella dipinta e percepita, finirà per prevalere.

Però la cosa sconvolgente non è questa. Noi del Movimento 5 Stelle lo sperimentiamo da tempo e da tempo ci battiamo per la cancellazione del finanziamento pubblico a giornaloni e giornalini.

La cosa che sconvolge di più è constatare come questi "signorotti" inizino oramai a convincersi essi stessi, intimamente e nella propria coscienza, che la reatà è quella sceneggiata nel chiuso delle loro redazioni e non quella che si misura fuori. In altre parole, è come se alla giustezza della “propria realtà” ci credessero a tal punto da difenderla contro tutto e contro tutti. Persino contro l’evidenza….dei fatti, per l’appunto. Una vera e proria crociata.

Se leggete la (brevissima) replica del giorno dopo, pubblicata da “La Stampa” il 25 novembre, vi sarà chiaro:

“Il caso Beatrice Di Maio: la notizia, le polemiche. Il 16 novembre La Stampa ha dato una notizia, rivelando che il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio aveva presentato una denuncia avendo riscontrato elementi di diffamazione nei tweet dell’account Beatrice Di Maio. Siamo venuti a conoscenza della storia, abbiamo accertato che fosse vera e solo a quel punto l’abbiamo pubblicata. Stop. Tutto il resto - a partire dalle accuse tra M5S e Pd - attiene alla polemica politica, sempre più alta a nove giorni dal referendum. Ma non mette in discussione la notizia”.

Ecco qua: la realta è negata.

L’articolo della Stampa citato all’inizio, infatti, non si è limitato a “dare la notizia” della denuncia contro ignoti del Sottosegretario Lotti.

L’articolo de “La Stampa” sotto una - non casuale - fotografia Di Beppe Grillo e Davide Casaleggio, ha ipotizzato l’esistenza di una strategia che si muove dentro a “quella che è configurata come una struttura: a un’analisi matematica si presenta disegnata a tavolino secondo la teoria della reti, distribuita innanzitutto su Facebook (dove gravitano 22 milioni dei 29 milioni di italiani sui social), e - per le élite - su Twitter. Ha un andamento assai ingegnerizzato. Su Facebook, la rete è costituita da un numero limitato di account di generali (da Di Maio e Di Battista a Carlo Martelli, figura virale importante, in giù) e - tutto attorno - da una serie di account di mediatori top e, aspetto decisivo, da pagine e gruppi di discussione che fanno da camera di risonanza. In basso vi sono semplici attivisti o fake di complemento: gli operai. Immaginate una mappa geografica: gli snodi (hub) sono le città e i villaggi, fortemente clusterizzati (aggregati a grappoli); i mediatori e soprattutto i
connettori sono le strade. Naturalmente, una rete così recluta anche tanti attivisti reali, che non possono vedere l’architettura, assorbiti dalla pura gravità dei nodi centrali: la struttura si mimetizza con l’attività spontanea come un albero in una foresta. Eventuali falsi e calunnie, ovunque generate, si viralizzano, venendo spostati dal centro alla periferia, anonimizzati, quindi meno denunciabili. L’account di Beatrice ha di volta in volta vari ghost.

«Ghost», nell’analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter, non significa ghostwriter, cioè persone che scrivono per lei; significa account «matematicamente indistinguibili» da lei secondo alcuni parametri come interazioni, contenuti, e meta dati di riferimento (il tempo in cui un certo account fa determinate cose). A luglio i «ghost» così intesi erano quelli di un ex candidato governatore M5S e di @BVito5s, Rottamiamo Renxit, account dedicato alla distruzione del premier. In seguito, @Teladoiolanius (contenuti di destra, anti-immigrati e pro Trump), @Kilgore (bastonatura di avversari, politici o giornalisti) e @AndCappe (account vicinissimo a @Marpicoll, a sua volta ghost di @marionecomix, account delle vignette grilline di satira pesante a senso unico), o di recente @_sentifrux (Sentinella), @carlucci_cc (Claudia) e @setdamper. Numerosi altri account chiave sono sempre matematicamente vicinissimi, sempre ricorrenti, prevalentemente anonimizzati, profondamente interconnessi tra loro. Svolgono ruoli precisi: chi è anti-immigrati, chi anti-Renzi, chi pro-Putin, chi pro-Trump, chi dedito alla bastonatura. La condivisione esatta dell’andamento dei metadati, e la spartizione palesedei ruoli, non si configurano, algoritmicamente, come casuali.

E ha concluso con una domanda (retorica), posta sempre sotto la fotografia di Grillo-Casaleggio: "C’è una centrale che gestisce materialmente questi account?".

La verità è che a questi giornaloni e giornalini di regime non interessa nulla di informare i cittadini in modo imparziale, libero e autonomo, come un bene pubblico tutelato, tra l’altro, anche dalla Costituzione.

A costoro, non interessa fare del giornalismo. A costoro interessa sceneggiare una realtà che non esiste, parallela ed alternativa, nell’apodittica convinzione che questa diversa realtà sia, effettivamente...come è giusto che sia.

E tutto questo, ai tempi della riforma costituzionale voluta da Renzi, Verdini e Boschi non vi ricorda forse qualcosa?

Renzi vuol farci tutti retrocedere al rango di cittadini-sudditi. E i direttori e redattori dei giornaloni e giornalini di regime sono i Signorotti del nuovo Medio-Evo che ha in mente il nostro Presidente del Consiglio. Dove i cittadini vedano attraverso gli occhi del proprio monarca piuttosto che con i propri.

Ecco perchè, in attesa che gli articoli de “la Stampa” vengano proposti per una nuova categoria di “opera di creazione intellettuale”, tutelata dal diritto d’autore #IoVotoNo

#ControNuovoMedioEvo #M5S #Europa

#SiamoDentro

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