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BANDI EUROPEI: PRENDI LA TUA PARTE

 

I fondi europei sono finanziamenti concessi a cittadini, imprese, associazioni o enti locali che presentano dei progetti. Fino ad oggi, l’Italia ha sprecato questa occasione di sviluppo per fare crescere l'economia dei territori. Noi vogliamo impedire ogni forma di spreco, ritardo e frode.

 

I fondi europei rappresentano un’opportunità concreta per lo sviluppo di un Paese. Ogni fondo prevede un obiettivo specifico e diverso dagli altri. E’ fondamentale conoscerli e saperli sfruttare al meglio. Per questo motivo ho deciso di raccogliere i bandi attualmente disponibili. A beve ne pubblicherò altri, seguitemi per rimanere aggiornati.

 

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza marzo

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza aprile

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza maggio

 

2018 ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

 

2018 Anno #Europeo del Patrimonio #Culturale: bello, penserete voi! E in effetti lo pensavo anche io

Poi però, come spesso mi è capitato in questi 2 anni e mezzo, mi sono scontrata con la totale mancanza di "sostanza" nel mondo politico.

Il sito delle istituzioni europee recitano: "Gli anni europei vertono su argomenti specifici per incoraggiare il dibattito e il dialogo a livello europeo e nazionale" (https://goo.gl/NVR7jA), in pratica il tutto si traduce in un programma "che sarà incentrato sui programmi e sulle azioni dell'UE già esistenti e che rimodulerà le attività di comunicazione sulle tematiche dell'Anno europeo" (https://goo.gl/vopbl3).

Insomma tante belle parole per dire che spenderanno 8 milioni di euro per organizzare qualche conferenza e stampare un po' di quei bei manifesti che trovate all'aeroporto di Bruxelles. Ulteriore aggravante: 3 degli 8 milioni di euro stanziati vengono spostati dal programma Europa Creativa, l’unico strumento che realmente supporta le piccole e medie imprese creative, al budget dell'Anno Europeo.

Peccato che a parole tutti vogliano salvare le nostre imprese creative e il nostro patrimonio culturale...la verità è che non ci saranno fondi specifici per la ristrutturazione di beni culturali, nemmeno di quelli danneggiati dal terremoto che ha devastato l’Italia centrale, ma solo tanta, tanta comunicazione fine a se stessa.

Se dovessi pensare ad uno slogan per il prossimo Anno europeo, direi: "Tutti pronti a comunicare un patrimonio che poi non salviamo".

Ultima curiosità: il 2013 e il 2014 vennero eletti Anno europeo dei cittadini per "discutere dell'importanza della democrazia rappresentativa e partecipativa nell'Unione europea e informare sugli strumenti esistenti per prendere parte al processo democratico in #Europa".

Chissà cosa pensano i 3 milioni e mezzo di cittadini europei che hanno firmato la petizione contro il TTIP e il CETA che sono stati bellamente presi in giro dalla Commissaria #Malmström (https://goo.gl/QHQtvg).

CON L'INNOVAZIONE #TECNOLOGICA CAMBIERÀ TUTTO

 

 

Nel corso dell’ultima plenaria a #Strasburgo il Parlamento europeo si è reso protagonista di un’iniziativa finalmente ambiziosa e anticipatrice dei tempi: è stata infatti approvata - prima nel suo genere - una relazione legislativa inerente alle questioni giuridiche, occupazionali ed etiche legate all’emergente tema della robotica. L’intelligenza artificiale e l’automazione dei processi produttivi promettono infatti di rivoluzionare completamente la società attuale, gettando le basi di una vera e propria quarta rivoluzione industriale. Il tutto a una velocità sorprendente.

Per questo motivo il M5S ha affrontato la stesura di questo testo con la determinazione e l’approccio innovativo che lo contraddistingue: questa è un’opportunità straordinaria per l’Europa non solo di creare innovazione e migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche e soprattutto di ridisegnare il concetto di lavoro. Per questo avevamo combattuto per mantenere nel testo un richiamo alla necessità di iniziare perlomeno a ragionare circa l'eventuale introduzione di un reddito di base generale (o di cittadinanza), proprio come risposta alla probabile diminuzione dell’importanza del lavoro umano tradizionale all’interno dell’economia e della società (seconda parte del paragrafo 44, “ritiene che sia opportuno avviare un dibattito inclusivo sui nuovi modelli occupazionali e sulla sostenibilità dei nostri sistemi fiscali e di sicurezza sociale sulla base dell'esistenza di un reddito sufficiente, considerando anche l'eventuale introduzione di un reddito di base generale”).

Purtroppo l’emendamento non è stato approvato - 328 voti contrari e 286 a favore - a riprova che, ancora una volta, la maggioranza del Parlamento europeo manca di coraggio e di lungimiranza. Curioso notare poi che questa proposta - così come un’altra parte della relazione dove si invitano gli Stati membri a riflettere sull’eventualità di investire nell’istruzione allo scopo di meglio preparare le future generazioni a un mercato del lavoro che sarà totalmente trasformato dall’evoluzione tecnologica - sia stata respinta da alcuni colleghi di Forza Italia e Lega Nord, che tanto basano la propria dialettica sull’importanza di creare posti di lavoro per i cittadini. Del resto, molti di loro hanno votato contro all’intera relazione, di fatto rinunciando a determinare la direzione verso la quale le politiche europee in tema di innovazione tecnologica, occupazione, etica e benessere dei cittadini si muoveranno nei prossimi anni, venendo quindi meno alla missione per cui sono stati eletti.

Noi come Movimento 5 Stelle non ci fermiamo e porteremo avanti le nostre battaglie in ogni sede istituzionale. Io come sempre vi terrò aggiornati, perché cittadini consapevoli sono cittadini protagonisti. 

UN PICCOLO GRANELLO DI #SABBIA A FAVORE DELLA #TRASPARENZA

 

 

Per due anni e mezzo ho seguito da vicino, all’interno di un gruppo di lavoro, la revisione del regolamento parlamentare (https://goo.gl/v28TSc). Ho potuto così vedere che cosa significa avere a che fare con i professionisti della politica che si dicono democratici e trasparenti a parole, ma poi non perdono occasione per difendere i loro privilegi ed osteggiare la trasparenza ed i diritti delle minoranze. Così le modifiche approvate sono state, come ho già avuto modo di dire, un’occasione mancata sotto molti aspetti. Noi tuttavia abbiamo fatto del nostro meglio cercando di indicare quella che, a nostro avviso, la strada da percorrere. Così un piccolo cambiamento in favore della trasparenza è stato introdotto: il nuovo articolo 208 prevede, a questo proposito, che anche i voti finali dei pareri avverrà per appello nominale (roll call vote). I cittadini hanno infatti il diritto di sapere come votano i loro rappresentanti. Un piccolo granello di sabbia che rappresenta un passo in avanti per una maggiore trasparenza trasparenza. Noi continuiamo a combattere sempre a difesa degli interessi dei cittadini!

#SiamoDentro

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#SonoroSchiaffo

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