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IL GRAVISSIMO CASO DEL MUSEO CAMPANO DI CAPUA E IL PATRIMONIO CULTURALE SENZA VOCE

 

Nella politica italiana, si sa, nulla si crea e nulla si distrugge, come le ex Province. Sono state abolite, sì, ma hanno cambiato solo nome e si è votato per il rinnovo degli enti, un paradosso tutto italiano. In assenza di un sistema vero e proprio di riorganizzazione vige l’incertezza generale, pensiamo per esempio alla situazione dei musei e delle biblioteche ex provinciali: alle Province sono state sottratte le competenze in campo culturale e trasferite alle Regioni e alle Città metropolitane. In molti casi le Regioni hanno pensato bene di rispedire al mittente onori e oneri dichiarandosi non in grado di occuparsi di biblioteche e musei ex provinciali.

 

Emblematico il caso del Museo Campano di Capua. Stiamo parlando di un museo che custodisce dei reperti unici al mondo: duecento sculture rappresentanti la Mater Matuta, divinità italica legata al culto indigeno preromano della fertilità e della nascita provenienti dall’antica Capua, e che ospita il più grande lapidarium (insieme di epigrafi, steli e lapidi su pietra di epoca sostanzialmente romana)dell’Italia meridionale. Un museo tutt’altro che minore per l’importanza e l’unicità dei reperti! Perché rischia la chiusura? Il museo ex provinciale è ora della Regione, che di fatto non se ne sta occupando con il risultato che questa importante istituzione si è ritrovata quasi del tutto priva di risorse in grado di farla funzionare e con il personale ridotto all’osso. Non possiamo permettere che un esempio così eclatante della ricchezza del nostro patrimonio diffuso possa chiudere, né che le sue collezioni, storicamente legate al territorio, possano essere divise in diversi musei della Campania e dell'Italia! Né possiamo pensare, nonostante il lodevole impegno civile dei cittadini, che a garantirne l’apertura e le attività siano i volontari! Il Museo Campano non dev’essere solo un custode di oggetti antichi, ma un servizio al territorio, uno spazio vitale da far vivere prima di tutto ai cittadini! La Regione Campania, ma anche il Mibact e il suo ministro, non possono pensare che queste splendide realtà non esistano! In Italia abbiamo un patrimonio culturale che non ha voce, vengono valorizzarti soltanto i cinque, i sei grandi siti dell’Italia e degli altri non sappiamo nulla. Il nostro è un patrimonio fatto di tanti piccoli angoli ciascuno dei quali potrebbe essere raccontato dai tanti operatori dei beni culturali, angoli che, solo se una politica veramente lungimirante vuole, possono generare lavoro e ricchezza nel territorio e per il territorio.

 

 

Ecco le foto che ho fatto durante la visita al Museo.

Pomodoro San Marzano fatto in Belgio: difendiamo il Made In Italy

 

Guardate il mio video

 

Uno dei motti dell’Unione europea è “uniti nella diversità” ma in realtà sembra si facciano regolamenti e direttive affinché la diversità sia appiattita in una grande globalizzazione.

Nessuno prende iniziative concrete, nessuno si occupa a tempo pieno di proteggere le nostre filiere - pomodoro, mozzarella, ortofrutta, olio, vino - da una concorrenza scorretta e pronta a contrabbandare per #MadeInItaly produzioni che sono italiane solo nell'imitazione del nome. 

 

 

Mercato unico digitale...

 

Guardate il mio intervento in Plenaria

 

Questo regolamento tecnicamente sarà anche un passo avanti per i consumatori, ma politicamente è un fallimento che giustifica assurde logiche di massimizzazione del profitto anche a scapito della privacy dei cittadini europei. Si tratta di un piccolissimo avanzamento che rappresenta il minimo sindacale e tradisce lo sbandierato obiettivo del mercato digitale unico. Mi rivolgo a lei Commissario Ansip: così intendete realizzare il mercato digitale unico che era una delle cinque priorità politiche di questa Commissione?

Non riesco infatti a capire perché le multinazionali possano fare circolare liberamente il capitale e avvantaggiarsi dei paradisi fiscali europei sottraendo risorse alla collettività e ponendo in essere forme di concorrenza sleale, soprattutto verso le PMI, mentre i cittadini ed i consumatori non possano beneficiare del mercato unico. Per me questa situazione è inaccettabile e mi batto per cambiarla.

 

Io non voglio mantenere il ridicolo status quo che ritengo illegittimo oltre che ingiusto per i cittadini europei!

Da Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017

PER VEDERE IL MIO MESSAGGIO

 

Buongiorno ragazzi sono in aeroporto ad  #Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017, sapete come definirei questi due giorni? 

Una boccata di ossigeno, quando ero studente all’università e mi chiedevano che cosa studiassi, io rispondevo conservazione dei beni culturali e il commento dell’interlocutore era sempre con uno sguardo sconsolato… ecco la mia generazione adesso è andata, ma io dico basta per voi.

Sono in missione in un posto che dimostra con i fatti concreti che un altro mondo è possibile.

Se vi va di seguire le foto e gli eventi a cui ho partecipato, seguite la mia pagina perché nei prossimi giorni posterò tutto.

 

Vi ricordate l’emozione del primo scavo che avete fatto o l’emozione della prima volta che avete preso in mano un codice medievale o la prima volta che avete restaurato un quadro? Ecco quell’emozione quel “friccicorio” direi io, queste persone lo possono provare ogni giorno, perché possono fare il lavoro per il quale hanno studiato e che li appassiona. Allora vi dico una cosa: i conservatori i restauratori, gli archeologi, gli storici dell’arte, i bibliotecari, gli archivisti gli antropologi, si riprenderanno quello che è loro.

#SiamoDentro

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#SonoroSchiaffo

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