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Pomodoro San Marzano fatto in Belgio: difendiamo il Made In Italy

 

Guardate il mio video

 

Uno dei motti dell’Unione europea è “uniti nella diversità” ma in realtà sembra si facciano regolamenti e direttive affinché la diversità sia appiattita in una grande globalizzazione.

Nessuno prende iniziative concrete, nessuno si occupa a tempo pieno di proteggere le nostre filiere - pomodoro, mozzarella, ortofrutta, olio, vino - da una concorrenza scorretta e pronta a contrabbandare per #MadeInItaly produzioni che sono italiane solo nell'imitazione del nome. 

 

 

Mercato unico digitale...

 

Guardate il mio intervento in Plenaria

 

Questo regolamento tecnicamente sarà anche un passo avanti per i consumatori, ma politicamente è un fallimento che giustifica assurde logiche di massimizzazione del profitto anche a scapito della privacy dei cittadini europei. Si tratta di un piccolissimo avanzamento che rappresenta il minimo sindacale e tradisce lo sbandierato obiettivo del mercato digitale unico. Mi rivolgo a lei Commissario Ansip: così intendete realizzare il mercato digitale unico che era una delle cinque priorità politiche di questa Commissione?

Non riesco infatti a capire perché le multinazionali possano fare circolare liberamente il capitale e avvantaggiarsi dei paradisi fiscali europei sottraendo risorse alla collettività e ponendo in essere forme di concorrenza sleale, soprattutto verso le PMI, mentre i cittadini ed i consumatori non possano beneficiare del mercato unico. Per me questa situazione è inaccettabile e mi batto per cambiarla.

 

Io non voglio mantenere il ridicolo status quo che ritengo illegittimo oltre che ingiusto per i cittadini europei!

Da Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017

PER VEDERE IL MIO MESSAGGIO

 

Buongiorno ragazzi sono in aeroporto ad  #Aarhus, capitale europea della cultura per il 2017, sapete come definirei questi due giorni? 

Una boccata di ossigeno, quando ero studente all’università e mi chiedevano che cosa studiassi, io rispondevo conservazione dei beni culturali e il commento dell’interlocutore era sempre con uno sguardo sconsolato… ecco la mia generazione adesso è andata, ma io dico basta per voi.

Sono in missione in un posto che dimostra con i fatti concreti che un altro mondo è possibile.

Se vi va di seguire le foto e gli eventi a cui ho partecipato, seguite la mia pagina perché nei prossimi giorni posterò tutto.

 

Vi ricordate l’emozione del primo scavo che avete fatto o l’emozione della prima volta che avete preso in mano un codice medievale o la prima volta che avete restaurato un quadro? Ecco quell’emozione quel “friccicorio” direi io, queste persone lo possono provare ogni giorno, perché possono fare il lavoro per il quale hanno studiato e che li appassiona. Allora vi dico una cosa: i conservatori i restauratori, gli archeologi, gli storici dell’arte, i bibliotecari, gli archivisti gli antropologi, si riprenderanno quello che è loro.

AZIONI CONCRETE PER IL PATRIMONIO CULTURALE

 

 

ECCO LA MIA RISPOSTA SUL TEMA A PHILIPPE DAVERIO

 

 

L'Italia, lo sappiamo bene, potrebbe rilanciarsi anche grazie alle proprie eccellenze artistiche e culturali, ma troppo spesso trascura i suoi tesori; è un enorme museo diffuso dotato di un patrimonio invidiato da tutto il mondo ma che, purtroppo, non è valorizzato, conservato in modo opportuno e troppo spesso lasciato nell’incuria. In questo Paese, per mancanza di investimenti pubblici e anche privati, non si riescono a garantire, in diversi casi, nemmeno i servizi essenziali di adeguata conservazione delle opere e di apertura al pubblico. Che fare? Va innanzitutto messa a punto una nuova realtà capace di contemperare punti di forza e criticità del pubblico e del privato, incentivando una rinnovata cultura del mecenatismo a lungo termine. E L’Europa? Certamente la capacità di intercettare fondi europei va potenziata al massimo ma l’Europa spesso sembra non voler investire su azioni veramente concrete destinate alla cultura. Per il 2018, l’anno europeo del Patrimonio, verranno stanziati 8 milioni di euro che verranno spesi esclusivamente in attività di comunicazione. Alla mia proposta di mettere a disposizione dei fondi per i beni culturali danneggiati da calamità naturali ho ricevuto un chiaro e tondo no. 8 milioni di euro per azioni concrete per la tutela del patrimonio europeo sono certamente pochi, ma sono tantissimi per quello che di fatto risulta un grande spot pubblicitario! Se l’Europa per prima non investe concretamente in cultura, quale messaggio vorrà lanciare per l’anno europeo del patrimonio?

 

#SiamoDentro

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