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Fake news: l'Europa vuole mettere il bavaglio alla Rete

 

Per vedere il video del mio intervento

 

Il Parlamento europeo ha discusso di "populismo e fake news nei social media". Molti hanno invocato la nascita di una Autorità di controllo del web, una follia! La verità è che vogliono censurare la Rete per nascondere gli errori che hanno commesso dopo aver svenduto l'Europa a banche e finanza. Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, loro media che scodinzolano!

Questa è la notizia della fiala di antrace mostrata da Colin Powell all'Onu: era stato il pretesto, poi rivelatosi falso, per giustificare la guerra in Iraq: 1 milione 200 mila morti in 4 anni. Una fake news ripresa dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo senza verificare le fonti.

Vediamoci i casi recenti: gli ultimi due referendum che ci sono stati in Gran Bretagna e Italia. In entrambi i casi si prospettavano catastrofi economiche e code davanti alle banche per ritirare i risparmi. Non è successo nulla di tutto questo, anzi hanno vinto solo i cittadini.

Questi esempi dimostrano che le fake news sono quelle dei media tradizionali. C'erano già prima dell'avvento di Internet. Le fake news sono quelle che costruite a tavolino dall'establishment che finanzia la propaganda europea: in un rapporto approvato al Parlamento europeo si definisce "sostegno alla stampa indipendente" quello che è in realtà una ingerenza per censurare le notizie scomode. Chi ha l'autorità per stabilire che cos'è vero e cos'è falso?

La verità è che siete il potere che si autoassolve per tutti gli errori commessi. Vivete in una torre d'avorio e non ve ne rendete conto. Utilizzate vuote etichette per delegittimare l'avversario: gli urlate addosso l'insulto "populista", dimenticando che avete svenduto i cittadini alle banche e alla finanza. Avete paura del web perché avete paura del confronto con i cittadini che non vi sostengono più. E c'è chi vuole istituire Autorità indipendenti preposte al controllo della verità sul web. Attenti! Non mettete a repentaglio la libertà della Rete o rischiamo una deriva autoritaria che negherebbe la democrazia stessa! Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, voi media che scodinzolano!

Il fenomeno delle fake news si può sconfiggersi solo con il senso civico e l'educazione di chi naviga sul web. Investiamo nelle politiche educative: educazione civica, educazione ai diversi tipi di media ed al loro utilizzo, educazione all'esercizio dello spirito critico. A livello europeo si è iniziato a fare qualcosa con il lancio di un progetto pilota chiamato "Alfabetizzazione mediatica per tutti". Si tratta di un primo passo al quale devono seguirne altri in Europa ed in Italia.

Chiudo con una citazione del fondatore del MoVimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio: "l'informazione in Rete può essere vera o falsa, o entrambe le cose, ma in Rete è impossibile sostenere una menzogna per lungo tempo".

 

 

 

RIPARTIAMO DALLA TERRA

 

 

PER VEDERE IL VIDEO INTEGRALE DELL'EVENTO

RIPARTIAMO DALLA TERRA:

Agricoltura, Territorio, Cultura, Salute

Made in Italy tra benessere dei consumatori e concorrenza sleale

 

Da anni il settore agricolo si trova a combattere una battaglia contro la concorrenza sleale che, a causa della globalizzazione e del mancato rispetto di regole comuni, non conosce più confini. Dal latte alle arance siciliane, ma anche i pomodori, il grano, l’olio d’oliva sono sotto attacco delle politiche comunitarie e delle distorsioni di mercato.Spesso parliamo di prodotti che arrivano da Paesi dove è previsto l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.

La recente ratifica, da parte del Parlamento europeo, del CETA, il trattato di libero scambio con il Canada, rende poi d’obbligo una riflessione ancora più approfondita sui pericoli ai quali andiamo incontro, e su come proteggere la nostra economia e la nostra salute. E’ evidente che il caso esemplare dell’importazione di grano duro da paesi extracomunitari (ma, in alcuni casi specifici, anche comunitari) ha generato una catena di ripercussioni devastante.  Da una parte, infatti, la nostra economia rischia di subire fortissime ripercussioni sulla formazione del prezzo del grano, dall'altra la salute di tutti noi può essere gravemente compromessa dal consumo di un prodotto non di qualità contenente residui chimici, micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge.

Le importazioni selvagge, l’italian sounding e la scarsa trasparenza nelle etichette restano nodi irrisolti. Ma la domanda sostanziale da porsi è la seguente: come si riflette questa situazione sulla salute dei consumatori?

La battaglia che vede soccombere il grano duro italiano - con conseguenze ben visibili in regioni come la Puglia o la Sicilia in primo luogo - assurge ad emblema della scarsa capacità delle istituzioni europee di tutelare la nostra economia, i nostri imprenditori e la nostra salute.

Sul versante della denuncia e del controllo, risulta determinante il contributo che conferiscono all’analisi della situazione associazioni come “Grano Salus”, da sempre schierata in prima fila a difesa dei produttori e dei consumatori di grano e derivati.

Di fronte a queste prospettive e a un mercato meno protetto rispetto al passato, l’agricoltura italiana fatica ad essere competitiva sul piano dei costi di produzione per un mercato di dimensioni mondiali e vittima di concorrenza sleale. Non c’è più tempo da perdere: vanno resi finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, per far conoscere ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri affinché vi sia un acquisto realmente consapevole; vanno avviati dei processi di qualificazione imprenditoriale che consentano, a coloro che sono in grado di ottenere prodotti di qualità, di riuscire a collocarli adeguatamente sul mercato; vanno infine create le premesse per una politica di sviluppo che, partendo dall’agricoltura, riesca ad estendersi alla varietà delle risorse presenti sul territorio. Parliamo di risorse naturali, storico-artistiche e socio-culturali che in sinergia possono realmente attivare processi di sviluppo fondati sulla valorizzazione, soprattutto turistica, delle aree interessate. Va ridisegnata un’idea di sviluppo che valorizzi le produzioni e le situazioni sulle quali si possono cogliere le opportunità date da questa apertura di mercato, puntando in primis sulla qualità e sulla sostenibilità.

Il workshop che abbiamo deciso di organizzare in Puglia – a Foggia – trae spunto proprio dall’urgenza di avviare una riflessione a più voci sulla situazione che si è venuta a determinare. Occorre provare ad individuare strategie da mettere in campo per far sì che la terra torni ad esser la base da cui far ripartire la nostra economia, come la tutela delle filiere agroalimentari di qualità proprio perché incontaminate, in grado, cioè, di opporsi alla pervasività di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Si può partecipare al convegno previa registrazione al link seguente: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/RipartiamodallaTerra

Per maggiori informazioni:

Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Tel.: +32 (0)2 4857714

 

 

Terra dei fuochi: incontro con il Commissario Andriukaitis.

 

ECCO IL VIDEO DELL'INCONTRO

 

 

Quando si tratta di difendere l'austerity l'Europa pretende il rigore dei conti. Quando si tratta di difendere la salute umana l'Europa si scioglie come neve al sole. 

Dopo aver incontrato il Commissario europeo alla Salute, Vytenis #Andriukaitis, abbiamo deciso di mettere nero su bianco le nostre richieste, perché come si sa “Verba volant, scripta manent”

Ecco la lettera:

“A nome di 60 milioni di cittadini italiani, il Movimento 5 Stelle chiede di mettere una parola fine alla vergogna chiamata Terra dei Fuochi. Da quarant'anni le organizzazioni criminali sversano rifiuti industriali, tossici e nucleari nelle province di Napoli e Caserta. Oggi 2 milioni e mezzo di cittadini europei vivono in quella terra dove i bambini si ammalano di tumore e solo nel mese di febbraio ne sono morti otto.

Nonostante le multe, i ricorsi e le condanne della Corte di Giustizia europea, nulla di concreto è stato fatto e questi sversamenti continuano. La terra continua a bruciare. L'Italia è stata condannata a pagare 120.000 euro al giorno. Questa sanzione, che dovrebbe servire a pungolare la Regione Campania e il Governo a procedere rapidamente verso una reale bonifica del territorio, non sta producendo i frutti sperati. Il rischio è che la pagheranno i cittadini, le stesse vittime della Terra dei Fuochi.

 

La salute è davvero un diritto fondamentale per tutti i cittadini europei come scritto nel Trattati? Allora si intervenga ! Il Governo nazionale non risolve, quello regionale non fa le bonifiche nonostante lo stanziamento dei fondi europei, le amministrazioni locali non denunciano più, chi deve intervenire? Il Movimento 5 Stelle chiede all'Europa di scavalcare il governo italiano. Chiediamo alla Commissione europea di intervenire con strumenti legislativi, risorse e mezzi propri. La bonifica non può più aspettare!”

"E-Democracy nell'Unione europea: potenziale e sfide

 

GUARDATE IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

 

Il MoVimento 5 stelle è nato e si è sviluppato attraverso la Rete.

Noi portavoce al Parlamento europeo ne siamo la prova vivente perché siamo normali cittadini entrati in contatto in rete che hanno dato vita a una nuova e rivoluzionaria comunità politica.

Il Movimento 5 Stelle è nato anticipando il futuro: noi pratichiamo la democrazia diretta ed elettronica consentendo ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti on line e diamo la possibilità ai cittadini di scegliere ed emendare le proposte di legge.

 

Siamo convinti che solo attraverso un sano utilizzo della Rete si possa ridare vita a questa democrazia europea che oggi è sempre di più ostaggio di lobby e multinazionali. Questa è una delle nostre principali battaglie. Questa è la nostra missione.

Finalmente lo avete compreso anche voi e questo rapporto sulla e-democracy lo dimostra.

Finalmente, anche qui in Europa si comincia a parlare di come riavvicinare i cittadini alle Istituzioni e ridurre il cosiddetto deficit democratico.

La relazione presenta diversi passaggi interessanti, ad esempio quando si invita il Parlamento europeo ad assumere un ruolo forte nell’implementazione della e-democracy e a sviluppare piattaforme on-line per mettere in contatto diretto i cittadini con il legislatore. Noi del MoVimento 5 stelle già utilizziamo la nostra piattaforma Rousseau e siamo molto contenti che anche il Parlamento europeo senta il bisogno di usare un simile strumento. 

O ancora quando si esortano gli Stati Membri e l’Unione Europea a fornire una degna alfabetizzazione ai media e ad estirpare il digital divide. 

In ultimo sono soddisfatta che sia stato accolto il mio suggerimento a elaborare una Carta europea dei diritti di Internet che sancisca formalmente l’accesso a internet e la neutralità della rete come diritti fondamentali. Esorto quindi i miei colleghi a mantenere questo riferimento.

Oggi scriviamo insieme una bella pagina di democrazia. Non posso quindi che rallegrarmi per questa relazione che rappresenta un primo importante passo nella realizzazione compiuta dell’e-democracy anche a livello europeo. 

 

#SiamoDentro

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#SonoroSchiaffo

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