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"E-Democracy nell'Unione europea: potenziale e sfide

 

GUARDATE IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

 

Il MoVimento 5 stelle è nato e si è sviluppato attraverso la Rete.

Noi portavoce al Parlamento europeo ne siamo la prova vivente perché siamo normali cittadini entrati in contatto in rete che hanno dato vita a una nuova e rivoluzionaria comunità politica.

Il Movimento 5 Stelle è nato anticipando il futuro: noi pratichiamo la democrazia diretta ed elettronica consentendo ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti on line e diamo la possibilità ai cittadini di scegliere ed emendare le proposte di legge.

 

Siamo convinti che solo attraverso un sano utilizzo della Rete si possa ridare vita a questa democrazia europea che oggi è sempre di più ostaggio di lobby e multinazionali. Questa è una delle nostre principali battaglie. Questa è la nostra missione.

Finalmente lo avete compreso anche voi e questo rapporto sulla e-democracy lo dimostra.

Finalmente, anche qui in Europa si comincia a parlare di come riavvicinare i cittadini alle Istituzioni e ridurre il cosiddetto deficit democratico.

La relazione presenta diversi passaggi interessanti, ad esempio quando si invita il Parlamento europeo ad assumere un ruolo forte nell’implementazione della e-democracy e a sviluppare piattaforme on-line per mettere in contatto diretto i cittadini con il legislatore. Noi del MoVimento 5 stelle già utilizziamo la nostra piattaforma Rousseau e siamo molto contenti che anche il Parlamento europeo senta il bisogno di usare un simile strumento. 

O ancora quando si esortano gli Stati Membri e l’Unione Europea a fornire una degna alfabetizzazione ai media e ad estirpare il digital divide. 

In ultimo sono soddisfatta che sia stato accolto il mio suggerimento a elaborare una Carta europea dei diritti di Internet che sancisca formalmente l’accesso a internet e la neutralità della rete come diritti fondamentali. Esorto quindi i miei colleghi a mantenere questo riferimento.

Oggi scriviamo insieme una bella pagina di democrazia. Non posso quindi che rallegrarmi per questa relazione che rappresenta un primo importante passo nella realizzazione compiuta dell’e-democracy anche a livello europeo. 

 

BANDI EUROPEI: PRENDI LA TUA PARTE

 

I fondi europei sono finanziamenti concessi a cittadini, imprese, associazioni o enti locali che presentano dei progetti. Fino ad oggi, l’Italia ha sprecato questa occasione di sviluppo per fare crescere l'economia dei territori. Noi vogliamo impedire ogni forma di spreco, ritardo e frode.

 

I fondi europei rappresentano un’opportunità concreta per lo sviluppo di un Paese. Ogni fondo prevede un obiettivo specifico e diverso dagli altri. E’ fondamentale conoscerli e saperli sfruttare al meglio. Per questo motivo ho deciso di raccogliere i bandi attualmente disponibili. A beve ne pubblicherò altri, seguitemi per rimanere aggiornati.

 

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza marzo

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza aprile

Qui potete trovare i bandi aperti con scadenza maggio

 

2018 ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE

 

2018 Anno #Europeo del Patrimonio #Culturale: bello, penserete voi! E in effetti lo pensavo anche io

Poi però, come spesso mi è capitato in questi 2 anni e mezzo, mi sono scontrata con la totale mancanza di "sostanza" nel mondo politico.

Il sito delle istituzioni europee recitano: "Gli anni europei vertono su argomenti specifici per incoraggiare il dibattito e il dialogo a livello europeo e nazionale" (https://goo.gl/NVR7jA), in pratica il tutto si traduce in un programma "che sarà incentrato sui programmi e sulle azioni dell'UE già esistenti e che rimodulerà le attività di comunicazione sulle tematiche dell'Anno europeo" (https://goo.gl/vopbl3).

Insomma tante belle parole per dire che spenderanno 8 milioni di euro per organizzare qualche conferenza e stampare un po' di quei bei manifesti che trovate all'aeroporto di Bruxelles. Ulteriore aggravante: 3 degli 8 milioni di euro stanziati vengono spostati dal programma Europa Creativa, l’unico strumento che realmente supporta le piccole e medie imprese creative, al budget dell'Anno Europeo.

Peccato che a parole tutti vogliano salvare le nostre imprese creative e il nostro patrimonio culturale...la verità è che non ci saranno fondi specifici per la ristrutturazione di beni culturali, nemmeno di quelli danneggiati dal terremoto che ha devastato l’Italia centrale, ma solo tanta, tanta comunicazione fine a se stessa.

Se dovessi pensare ad uno slogan per il prossimo Anno europeo, direi: "Tutti pronti a comunicare un patrimonio che poi non salviamo".

Ultima curiosità: il 2013 e il 2014 vennero eletti Anno europeo dei cittadini per "discutere dell'importanza della democrazia rappresentativa e partecipativa nell'Unione europea e informare sugli strumenti esistenti per prendere parte al processo democratico in #Europa".

Chissà cosa pensano i 3 milioni e mezzo di cittadini europei che hanno firmato la petizione contro il TTIP e il CETA che sono stati bellamente presi in giro dalla Commissaria #Malmström (https://goo.gl/QHQtvg).

CON L'INNOVAZIONE #TECNOLOGICA CAMBIERÀ TUTTO

 

 

Nel corso dell’ultima plenaria a #Strasburgo il Parlamento europeo si è reso protagonista di un’iniziativa finalmente ambiziosa e anticipatrice dei tempi: è stata infatti approvata - prima nel suo genere - una relazione legislativa inerente alle questioni giuridiche, occupazionali ed etiche legate all’emergente tema della robotica. L’intelligenza artificiale e l’automazione dei processi produttivi promettono infatti di rivoluzionare completamente la società attuale, gettando le basi di una vera e propria quarta rivoluzione industriale. Il tutto a una velocità sorprendente.

Per questo motivo il M5S ha affrontato la stesura di questo testo con la determinazione e l’approccio innovativo che lo contraddistingue: questa è un’opportunità straordinaria per l’Europa non solo di creare innovazione e migliorare la qualità della vita delle persone, ma anche e soprattutto di ridisegnare il concetto di lavoro. Per questo avevamo combattuto per mantenere nel testo un richiamo alla necessità di iniziare perlomeno a ragionare circa l'eventuale introduzione di un reddito di base generale (o di cittadinanza), proprio come risposta alla probabile diminuzione dell’importanza del lavoro umano tradizionale all’interno dell’economia e della società (seconda parte del paragrafo 44, “ritiene che sia opportuno avviare un dibattito inclusivo sui nuovi modelli occupazionali e sulla sostenibilità dei nostri sistemi fiscali e di sicurezza sociale sulla base dell'esistenza di un reddito sufficiente, considerando anche l'eventuale introduzione di un reddito di base generale”).

Purtroppo l’emendamento non è stato approvato - 328 voti contrari e 286 a favore - a riprova che, ancora una volta, la maggioranza del Parlamento europeo manca di coraggio e di lungimiranza. Curioso notare poi che questa proposta - così come un’altra parte della relazione dove si invitano gli Stati membri a riflettere sull’eventualità di investire nell’istruzione allo scopo di meglio preparare le future generazioni a un mercato del lavoro che sarà totalmente trasformato dall’evoluzione tecnologica - sia stata respinta da alcuni colleghi di Forza Italia e Lega Nord, che tanto basano la propria dialettica sull’importanza di creare posti di lavoro per i cittadini. Del resto, molti di loro hanno votato contro all’intera relazione, di fatto rinunciando a determinare la direzione verso la quale le politiche europee in tema di innovazione tecnologica, occupazione, etica e benessere dei cittadini si muoveranno nei prossimi anni, venendo quindi meno alla missione per cui sono stati eletti.

Noi come Movimento 5 Stelle non ci fermiamo e porteremo avanti le nostre battaglie in ogni sede istituzionale. Io come sempre vi terrò aggiornati, perché cittadini consapevoli sono cittadini protagonisti. 

#SiamoDentro

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#SonoroSchiaffo

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