May 2017
M T W T F S S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31
-

Altri Video

Altri articoli

ENNESIMO CEDIMENTO A POMPEI

 

COMUNICATO STAMPA

 

Ennesimo cedimento a Pompei. Ad essere interessata l'area dei fronti di scavo lungo Via dell'Abbondanza. Si tratta del "cedimento di parte di un tavolato moderno posto a protezione della parte superiore del fronte di scavo - riporta il comunicato diffuso dalla Direzione del Parco Archeologico - che si è verificato nella notte in un'area già recintata per ragioni di sicurezza". Esattamente la stessa area oggetto di messa in sicurezza dal "Grande Progetto Pompei".

Non sono bastati i precedenti gravi crolli, l'eco mondiale e la figuraccia che ne sono derivate. Siamo ancora in attesa della "firma del contratto prevista per il 24 maggio 2017" per dare l'avvio ai lavori previsti dal "Grande Progetto Pompei".

Oltre tre anni fa, ci fu il primo cedimento del muro di una bottega su via di Nola, nella Regio V, insula 7, civico 19.

"Il patrimonio culturale italiano, ed in particolare della Campania e delle regioni del Sud, è un bene comune assai prezioso e di importanza unica che deve essere prima di tutto tutelato - dichiara Isabella Adinolfi, europarlamentare del Movimento 5 Stelle - La lentezza con cui si affrontano i problemi è snervante. In questo Paese la tutela dei nostri Beni culturali é passata in secondo piano ed è drammaticamente a rischio. Stiamo parlando di aree archeologiche che rappresentano la nostra identità territoriale e, da non trascurare, portano milioni di turisti creando un indotto di migliaia di euro a vantaggio dei vari ristoratori, commercianti ed albergatori."

Nel solo 2016, la sola area archeologica di Pompei è stata visitata da 3.209.089 turisti. Dati in continua e costante crescita. Basti pensare che nel 2009 Pompei poteva vantare "solo" 2.087.559 ingressi. 

"Numeri da capogiro per un parco archeologico invidiatoci da tutto il mondo. E cosa si fa? - domanda Isabella Adinolfi -  Si recinta e si aspetta la firma. Da Bruxelles, nel corso del mio intervento al Parlamento europeo, ho chiesto maggiore attenzione all'innovazione attraverso la cultura ed ho fortemente criticato i fondi destinati al programma “Europa Creativa”. Ho la sensazione che, non solo in Europa, ma anche in Italia, si destinino troppi soldi per comunicare e troppo pochi per fare qualcosa di concreto. I contratti non ancora firmati sono lì a dimostrarlo”.

IL FUTURO DEI MEDIA IN EUROPA

 

 

Il mio intervento al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

  

La riforma della direttiva sugli audiovisivi che stiamo discutendo in questi mesi al Parlamento arriva ad un passaggio cruciale, infatti la settimana prossima la relazione verrà votata in Commissione CULT.

Abbiamo la possibilità di poter regolamentare il mare magnum che è venuto a crearsi nel settore con l’avvento delle nuove tecnologie.

La televisione infatti non è più la scatola che avevamo fino qualche tempo fa nei nostri salotti, la televisione adesso è molto altro.

Ci si para davanti uno scenario molto complesso, da analizzare con attenzione, poiché ogni scelta influirà sulla vita di tutti i cittadini europei e come MoVimento 5 Stelle abbiamo il compito di far sì che gli interessi di questi ultimi siamo prioritari rispetto a quelli dei colossi del settore.

Noi vogliamo che gli spettatori siano visti come cittadini, persone e non come consumatori da indottrinare dalla più tenera età.

Per raggiungere gli scopi suddetti ho presentato circa 160 emendamenti, cercando di regolamentare aspetti della direttiva che ritenevo importanti, come quello relativo alla pubblicità. Ho cercato innanzitutto di tutelare i minori, inserendo la distinzione tra bambini e adolescenti (bambini e adolescenti). In questo ho introdotto una disciplina a doppio binario eliminando completamente gli spot per primi (come fatto dal mio collega Fico per Rai YoYo) e limitarla per gli adolescenti (dai 13 anni), ho poi spinto affinché  venissero eliminate le pubblicità di medicinali, gioco d’azzardo e scommesse, forse le mie posizioni possono apparire un po’ stringenti ma ritengo sia necessario un cambiamento, siamo continuamente indottrinati a comprare qualsiasi cosa anche se non ne abbiamo la necessità e spesso questo è dannoso non solo per le nostre tasche ma anche per la nostra salute.

 

Inoltre riprendendo il lavoro, inerente alla nomina dei membri dell’Agcom, del mio collega Fico, ho deciso di introdurre norme dettagliate con l’obiettivo precipuo di garantire l’effettiva indipendenza, giuridica e funzionale, e la più ampia trasparenza delle autorità nazionali di regolamentazione. In particolare: procedure imparziali e tendenti alla meritocrazia circa la selezione dei membri di tali autorità, un’adeguata pubblicità dei bilanci di queste, l’obbligo di rispettare e salvaguardare i diritti fondamentali e il pluralismo dei media nell’ambito delle loro attività e compiti.

 

Gli interessi in campo sono enormi e come potete immaginare i colossi del settore hanno schierato “legioni” di lobbisti affinché gli interessi, in particolare modo dei media tradizionali (TV in primis), siano tutelati da quelli che vengono definiti “attacchi” dei nuovi soggetti che si affacciano sul mercato.

 

Il fine ultimo sembra esser quello di voler cristallizzare la situazione attuale, legalizzando lo status quo, cercando finanche di equiparare piattaforme come youtube, dove gli utenti sono sia fruitori che creatori di contenuti, alle televisioni  e media tradizionali. Si continua a puntare sulla sfrenata promozione pubblicitaria senza alcun riguardo per minori o salute, gli interessi da tutelare sembrano ben altri (quelli economici dei big del settore). Appare chiaro come manchi del tutto una visione strategica e sul futuro e si preferisca continuare a stare nella propria caverna a guardare con timore le ombre riflesse sulla parete.

 

 

Ho discusso di questi argomenti al Festival internazionale del giornalismo di Perugia

Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE)

 

Oggi è un giorno ambizioso per la democrazia diretta in Europa. Come ogni anno si tiene il cosiddetto ECI day. Si tratta di un evento che fa il punto della situazione sullo stato dell’arte ed i progressi fatti in merito all’unico reale strumento di democrazia diretta previsto a livello europeo, la c.d. ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei). Di cosa si tratta?

 

L’ICE è uno strumento introdotto dal Trattato di Lisbona e sancito dall’art. 11, comma 4, del TUE che stabilisce che: “Cittadini dell'Unione, in numero di almeno un milione, che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri, possono prendere l'iniziativa d'invitare la Commissione europea, nell'ambito delle sue attribuzioni, a presentare una proposta appropriata su materie in merito alle quali tali cittadini ritengono necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati. (Qui trovate il link alla pagine della Commissione: https://goo.gl/3KcwJZ e qui trovate invece una guida all’uso dell’ICE: https://goo.gl/gCfO7W)

 

Questo importante strumento di democrazia diretta purtroppo non è ancora sfruttato appieno in Europa. Ciò accade anche a causa della eccessiva burocratizzazione di certe procedure legate alla sua implementazione, specie riguardo alla raccolta delle firme. Il Parlamento europeo, e il MoVimento 5 stelle in particolare, si è speso molto affinché la Commissione europea si adoperasse per snellire le procedure e rendere più semplice l’impiego di questo strumento per i cittadini europei.

 

A questo proposito, l’anno scorso ho presentato un progetto pilota, che è stato approvato ed è ad oggi in via di sviluppo, intitolato “Nuove tecnologie e strumenti ICT per l’implementazione e la semplificazione dell’ICE”.
Questo progetto è volto alla semplificazione e promozione dell’ICE attraverso l’uso di piattaforme e altri strumenti elettronici compatibili con l’uso di dispositivi mobili.

 

L’impiego di questi strumenti dovrebbe infatti consentire ai cittadini: di ricevere e scambiare informazioni sulle proposte esistenti e nuove, partecipare attivamente alle discussioni, nonché lanciare e/o supportare specifiche iniziative, prevedendo in particolare la possibilità di firmare una iniziativa cittadina. Al contempo, la Commissione sarebbe in grado di interagire efficientemente con i promotori di una iniziativa cittadina, scambiare informazioni con questi ultimi e fornire consulenze tecniche con un notevoli sgravi burocratici ed economici.
Si tratta di un primo passo verso una semplificazione che consentirebbe di rendere finalmente utilizzabile l’unico reale strumento di democrazia diretta in Europa.

 

Vi terrò aggiornati sugli ulteriori sviluppi del progetto pilota. Sono convinta che solo la democrazia diretta può dare una scossa a quest’Europa sempre più ostaggio di burocrati, banche e lobbisti!
In alto i cuori!

 

 

Fake news: l'Europa vuole mettere il bavaglio alla Rete

 

Per vedere il video del mio intervento

 

Il Parlamento europeo ha discusso di "populismo e fake news nei social media". Molti hanno invocato la nascita di una Autorità di controllo del web, una follia! La verità è che vogliono censurare la Rete per nascondere gli errori che hanno commesso dopo aver svenduto l'Europa a banche e finanza. Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, loro media che scodinzolano!

Questa è la notizia della fiala di antrace mostrata da Colin Powell all'Onu: era stato il pretesto, poi rivelatosi falso, per giustificare la guerra in Iraq: 1 milione 200 mila morti in 4 anni. Una fake news ripresa dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo senza verificare le fonti.

Vediamoci i casi recenti: gli ultimi due referendum che ci sono stati in Gran Bretagna e Italia. In entrambi i casi si prospettavano catastrofi economiche e code davanti alle banche per ritirare i risparmi. Non è successo nulla di tutto questo, anzi hanno vinto solo i cittadini.

Questi esempi dimostrano che le fake news sono quelle dei media tradizionali. C'erano già prima dell'avvento di Internet. Le fake news sono quelle che costruite a tavolino dall'establishment che finanzia la propaganda europea: in un rapporto approvato al Parlamento europeo si definisce "sostegno alla stampa indipendente" quello che è in realtà una ingerenza per censurare le notizie scomode. Chi ha l'autorità per stabilire che cos'è vero e cos'è falso?

La verità è che siete il potere che si autoassolve per tutti gli errori commessi. Vivete in una torre d'avorio e non ve ne rendete conto. Utilizzate vuote etichette per delegittimare l'avversario: gli urlate addosso l'insulto "populista", dimenticando che avete svenduto i cittadini alle banche e alla finanza. Avete paura del web perché avete paura del confronto con i cittadini che non vi sostengono più. E c'è chi vuole istituire Autorità indipendenti preposte al controllo della verità sul web. Attenti! Non mettete a repentaglio la libertà della Rete o rischiamo una deriva autoritaria che negherebbe la democrazia stessa! Noi vogliamo cittadini consapevoli e informati, voi media che scodinzolano!

Il fenomeno delle fake news si può sconfiggersi solo con il senso civico e l'educazione di chi naviga sul web. Investiamo nelle politiche educative: educazione civica, educazione ai diversi tipi di media ed al loro utilizzo, educazione all'esercizio dello spirito critico. A livello europeo si è iniziato a fare qualcosa con il lancio di un progetto pilota chiamato "Alfabetizzazione mediatica per tutti". Si tratta di un primo passo al quale devono seguirne altri in Europa ed in Italia.

Chiudo con una citazione del fondatore del MoVimento 5 Stelle Gianroberto Casaleggio: "l'informazione in Rete può essere vera o falsa, o entrambe le cose, ma in Rete è impossibile sostenere una menzogna per lungo tempo".

 

 

 

#SiamoDentro

10485444_1429228327356138_8626907145745030637_n
SlideShow

#SonoroSchiaffo

10610701_1578815739064062_1037239379943903200_n
Gallery

Member of the EFDD Goup at the European Parliament